Giornata mondiale dell'epilessia: di che cosa si tratta

Che cosa è l'epilessia e chi colpisce: ecco i dati nazionali e locali presentati dall'Istituto Serafico di Assisi

Il 10 febbraio si celebra in tutto il mondo la Giornata dell'Epilessia. L'epilessia è caratterizzata dall'insorgenza di manifestazioni cliniche anomale (le cosiddette crisi), cioè di eventi improvvisi motori (convulsioni), sensitivi e psichici che possono o meno comportare un'alterazione dello stato di coscienza. L'etimologia della parola epilessia deriva infatti dal verbo greco e′πιλαµβa′νειν (epilambanein), che significa "essere sopraffatti, colti di sorpresa”. 

Si tratta di una tra le più frequenti patologie neurologiche che a livello globale colpisce circa 65 milioni di persone, tanto da essere riconosciuta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come malattia 'sociale', ma è probabile che la sua frequenza sia sottostimata, perché spesso tenuta nascosta per motivi psicologici e sociali. L'epilessia interessa circa 1 persona su 100 e in Italia colpisce tra le 500mila e le 600mila persone, con più di 36mila nuovi casi accertati ogni anno, il cui picco si registra nell'infanzia. I dati umbri sono in linea con quelli nazionali.

Esistono molti tipi di epilessia, difatti è più corretto parlare di epilessie, le cui cause possono essere genetiche, strutturali (cioè secondarie ad una lesione cerebrale come un trauma, un tumore o una malformazione) o di origine sconosciuta (idiopatiche). Attualmente, con i progressi diagnostico-terapeutici, l'epilessia è trattabile nel 70-75% dei casi e circa il 50% delle persone affette risponde alla somministrazione di un solo farmaco antiepilettico. La maggior parte delle persone affette da epilessia può condurre una vita assolutamente normale, basti pensare che una donna in età fertile può concepire e portare a termine la gravidanza, salvo alcune accortezze.

L'Isituto Serafico di Assisi, dove opera un'équipe specializzata nel trattamento delle diverse forme di epilessia, in occasione della Giornata Mondiale ha illuminato il suo edificio di viola.

Dati forniti dall'Istituto Serafico di Assisi

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