Fichi, un tesoro della natura per il palato e per la salute

Quante proprietà benefiche del fico conoscete? Sicuramente, non sapevate che questo frutto di fine estate porta molti benefit alla salute, oltre a deliziare il gusto

Si tratta del frutto settembrino per eccellenza, si gusta già da fine agosto e capita di vederne in giro alberi carichi e grondanti: il fico.

Mangiato da solo, nei dolci, nelle marmellate o in abbinamento a contrasto con gusti salati e decisi. Squisito è in accoppiata con il prosciutto crudo, con il Grana o con i formaggi stagionati. Sono tanti i piatti originali e gustosi che si possono creare questo frutto subtropicale. Ma oltre ad essere buono e versatile, il fico possiede anche importanti proprietà nutrizionali e comporta molti benefici per l’organismo. Nella medicina tradizionale viene utilizzato per le sue proprietà terapeutiche. L’importante è non abusarne, perché è ricchissimo di zuccheri. 

Ma perché i fichi fanno così bene? NapoliToday.it lo ha chiesto alla dott.ssa, biologa nutrizionista, Marianna Tommasone.

  • Contrasto della stitichezza: in caso di difficoltà di evacuazione, è ideale per il mantenimento dell’attività intestinale, specialmente essiccato essiccato, in quanto è fonte di fibra alimentare e siconina, una sostanza dalle proprietà lassative. Inoltre, il fico riduce i sintomi delle coliche intestinali, beneficando tutto il sistema digestivo.
  • Azione antiossidante e antinfiammatoria: le sostanze antiossidanti presenti nel frutto sono in grado di contrastare l’azione dei radicali liberi responsabili di stress ossidativo e stati infiammatori, innescando un effetto protettivo soprattutto sul sistema cardiovascolare. In particolare, la luteolina, un flavonoide, sembrerebbe avere un effetto neuroprotettivo.  
  • Effetto antipertensivo: essendo ricchi di potassio, mangiare fichi aiuta a regolarizzare la pressione arteriosa.
  • Antibiotici naturali: i fichi hanno anche proprietà antibatteriche e antifungine. In particolare questo frutto sembrerebbe avere una buona capacità di inibire lo sviluppo della Candida albicans, un fungo normalmente presente nel nostro organismo (pelle, apparato digerente, vagina) che in condizioni di disbiosi diventa un patogeno responsabile della candidosi.

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