Via della Viola, la vetrina dell'antropologo stupisce ancora e passa dal materiale al "virtuale"

Quella vetrina offre frammenti di saperi antropologici, coltivati in anni di ricerche e di appassionato collezionismo

Via della Viola. La vetrina dell’antropologo passa (con successo) dal materiale al virtuale. Quella vetrina offre frammenti di saperi antropologici, coltivati in anni di ricerche e di appassionato collezionismo. C’è soprattutto da dire che il “vetrinista” non dimentica la propria vocazione didattica, esercitata per molti anni presso lo Studium perusinum.

L’etnologo Giancarlo Baronti ha ormai abituato i perugini  a fermarsi davanti a quella vetrina, dove espone reperti materiali di civiltà contadina oppure arnesi e manufatti del buon tempo che fu. Vi abbiamo visto libri, santini, statuine, amuleti, oggetti della casa… e tanto altro. Tempo fa, Giancarlo ci disse che stava preparando una piccola mostra sul tema della pena di morte e sulla tortura.

Intanto, durante la festa Alchemika, ha proposto una novità, sempre in tema di cibo (non è un caso che la rinascita di quel distretto sia legata, oltre che all’arte, proprio alla ristorazione). Ma sono cambiate le modalità: da oggetti concreti a retroproiezioni. Il che rende tutto più agevole, sia per chi propone che per chi fruisce. Il tema titola “Parole e immagini della fame e dell’abbondanza. Nutrimento quotidiano e alimentazione festiva nelle campagne umbre agli inizi del XX secolo”.

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Così, in uno snello slide, sono passate immagini della civiltà contadina, di cosa si metteva in tavola, frammenti di interviste agli informatori e tanto altro. Sono state numerose le persone di passaggio che non si sono mosse di lì, senza aver visto la fine. Grazie dunque – a nome di tutti i perugini – a Giancarlo Baronti che dona pillole di storia e di storie, di saperi e di sapori, ricordando costumi e atmosfere che sarebbe colpevole dimenticare.

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