Scuola di Paleoantropologia dell'Università di Perugia, grandi ospiti e festa speciale per i 10 anni

Cherin: “E' il corso sull'Evoluzione Umana più importante d'Italia. Quest’anno, uscirà dalle mura universitarie e incontrerà la città”

Vista della Gola di Olduvai (Tanzania), uno dei siti più importanti al mondo per lo studio dell’evoluzione umana. Conosciuto da circa un secolo, il sito ha restituito fossili straordinari (come quelli di Homo habilis) e migliaia di strumenti in pietra

Un decennio di studi e approfondimenti sull'evoluzione umana. Un appuntamento imprescindibile. E ormai, spiega il direttore Marco Cherin, “la Scuola di Paleoantropologia, organizzata dal Dipartimento di Fisica e Geologia con la collaborazione della Galleria di Storia Naturale del Centro d’Ateneo per i Musei Scientifici, si è imposta come il più importante corso sull’Evoluzione Umana a livello nazionale”. Attenzione, non c'è solo la teoria. D'estate si va in missione in Africa. Ancora Cherin: “La Scuola - spiega - si compone di una fase teorica, che si svolge ogni anno a Perugia, e di una sessione sul campo, negli straordinari siti archeologici e paleontologici della Tanzania settentrionale”.

L'appuntamento è a Perugia, dal 17 al 22 febbraio. Per il traguardo dei dieci anni c'è in programma una festa speciale. La Scuola di Paleoantropologia “uscirà dalle mura universitarie e incontrerà la città”. E ancora: “Il Comitato Organizzatore - sottolinea il direttore Cherin - ha predisposto un ricco programma di attività culturali aperte al pubblico, con la collaborazione del Comune di Perugia, POST, Psiquadro e Sharper - Notte Europea dei Ricercatori”.

Ecco il programma del decennale. Si parte con un’anteprima, sabato 15 febbraio al Post (ore 21:00). Una serata per grandi e piccini dedicata all’Africa. “Kit Mikayi: come le rocce hanno definito una comunità”, il titolo della performance di Isabel Tata Munyane, originaria del Kenya, con la collaborazione di Agata Concetta Mirabella e sottofondo musicale a cura di Roberto Dell'Orso. Racconti, leggende, letture, poesie e musica in lingua originale con traduzione in italiano, per valorizzare e far conoscere le origini e il significato di una delle diverse civiltà che popolano l'Africa Orientale, la civiltà Keniota, e i suoi cambiamenti nel tempo. Il progetto culturale è sostenuto dall'Associazione di Promozione Sociale Alif - Centro Linguistico Interculturale di Pisa, che include nei suoi obiettivi la promozione di attività volte all’integrazione linguistica e culturale dei migranti.

Lunedì 17 febbraio, alle ore 9:00, l’Aula Magna del Rettorato dell’Università degli Studi ospiterà la cerimonia d’apertura della decima edizione della Scuola di Paleoantropologia, anch’essa aperta al pubblico. La cerimonia inizierà con i saluti del Magnifico Rettore, Maurizio Oliviero, del Delegato a Orientamento, tutorato e divulgazione scientifica, Roberto Rettori, e del Delegato a Internazionalizzazione e cooperazione internazionale, Stefania Stefanelli.

Seguirà l’intervento di un ospite d’eccezione, l’onorevole Pietro Bartolo, il medico di Lampedusa, deputato del Parlamento Europeo e vicepresidente della commissione che si occupa delle relazioni tra Europa e paesi del blocco ACP (Africa-Caraibi-Pacifico). Il tema annuale della Scuola di Paleoantropologia, “Tre volte Africa - Il continente delle nostre origini”, sarà incentrato sulle grandi transizioni evolutive avvenute in Africa negli ultimi milioni di anni, che hanno portato all’origine e alla diffusione della nostra specie, Homo sapiens. “L’intervento dell’onorevole Bartolo, dal titolo “Out of Africa, tra passato, presente e futuro” - spiega Cherin - tratterà il tema delle continue relazioni tra Europa e Africa, ossia di quel processo di dispersione che - sebbene per motivazioni oggi completamente diverse - porta l’uomo, da migliaia di anni, a lasciare il continente africano, culla dell’umanità. Un’esigenza inizialmente biologica, legata all’espansione naturale del nostro areale, oggi diventata esigenza socio-economica”.

Mercoledì 19 febbraio (ore 19:00), alla Sala dei Notari, sarà il momento di Mario Tozzi. Geologo, divulgatore scientifico e saggista italiano, Tozzi intervisterà uno dei più grandi esperti mondiali di Evoluzione Umana, lo statunitense Ian Tattersal, curatore della Divisione di Antropologia dell’American Museum of Natural History di New York, dove ha fondato la Hall of Human Biology and Evolution. L’intervista (con traduzione simultanea), dal titolo provocatorio “Il primate pensieroso”, cercherà di illustrare, con il linguaggio chiaro ed evocativo dei due protagonisti, da un lato le caratteristiche che rendono Homo sapiens uno tra i tanti primati che popolano la Terra, dall’altro le nostre incredibili peculiarità rispetto ai nostri vicini parenti all’interno del mondo naturale che ci circonda.

Giovedì 20 febbraio sarà tempo di musica dal vivo. Alle ore 21:00, sempre nella Sala dei Notari, si esibirà Uhuru Republic, collettivo artistico nato fra Torino, Genova, Dar Es Salaam, Zanzibar e Nairobi, che dà nuova interpretazione alla tradizione della musica e delle arti visive tanzaniane ed Est africane, fondendole con vecchi e nuovi trend artistici italiani ed europei. Le suggestioni visive del regista Simone Pecorari del collettivo Uovoquadrato e le opere degli artisti Nicola Alessandrini e Lisa Gelli narrano insieme alla musica la storia di due tradizioni che s’incontrano. Elettronica, archi, voci, percussioni tradizionali, qanun, flauti, nyatiti, tze tze, kalimba, street art video proiezioni, tutti insieme in una performance caleidoscopica che fonde la tradizione con l’innovazione, la musica elettronica con la musica antica, l’Europa con l’Africa.

Il progetto Uhuru Republic nasce in Tanzania grazie al sostegno dell'Ambasciata Italiana a Dar Es Salaam, con un obiettivo: fondere le due culture artistiche in un unico linguaggio universale. Il termine “Uhuru”, che dà il nome al progetto, indica la cima del Kilimangiaro ma soprattutto significa, in Swahili (lingua nazionale della Tanzania), libertà e conoscenza.

Il programma si chiude sabato 19 febbraio, presso la Galleria di Storia Naturale dell’Università di Perugia a Casalina (Deruta). La cerimonia di chiusura della Scuola di Paleoantropologia vedrà la presenza di un altro ospite internazionale d’eccezione: il professor Fidelis Masao (University of Dar es Salaam), che torna a Perugia a dieci anni dalla sua ultima presenza. Membro del Comitato Scientifico della Scuola e co-organizzatore delle attività di ricerca italo-tanzaniane in Tanzania, Masao è uno dei principali archeologi preistorici africani. Scopre assieme al suo team le nuove impronte bipedi di Australopithecus afarensis a Laetoli, che studia assieme al gruppo della Scuola di Paleoantropologia e che National Geographic inserisce nella lista delle sei più importanti scoperte scientifiche mondiali del 2016. Masao presenterà un intervento dal titolo “Twenty years of landscape archaeological and palaeoanthropological investigation at Olduvai”, dedicato alla sua instancabile attività di ricerca nella straordinaria Gola di Olduvai, dove dirige progetti di ricerca internazionali da più di trent’anni, collaborando con specialisti provenienti da tutto il mondo.

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