Addio all'apertura della pesca a fine febbraio? In Umbria è a rischio: "Tutto colpa dei cambiamenti climatici"

Alcuni studi e relazioni stanno facendo riflettere la Regione su un possibile slittamento. Ecco perchè. La rabbia della Lega: "Guai a toccare questa tradizione"

Cari pescatori dell'Umbria, circa 20mila tra sportivi e amatori, il rito dell'apertura della pesca alla trota, la regina dei nostri torrenti, il predatore più buono (da mangiare), rischia di cambiare per sempre. La tanto sognata apertura, l'ultima domenica di febbraio, quella da fare con gli amici dopo una sontuosa grigliata - utilie per prendere il posto dalla notte prima - riscaldati da vino rosso e grappettina, poi tutti a pescare in torrenti impossibili stretti e pieni di rovi, dicevamo la tanto sognata apertura rischia di slittare alla prima domenica di aprile. Suvvia non c'è poesia, non c'è il clima giusta, e forse date le acque più calde e più ricche di vita, si rischia di ritornare a casa con la nassa in vimini vuota.

A mettere in dubbio l'apertura alla pesca di febbraio è la Regione dell'Umbria dopo le analisi sui cambiamenti climatici che starebbe provocando dei forti cambiamenti - il periodo riproduttivo - anche alla trota fario. I pescatori, con le rispettive associazioni, sono subito insorti e hanno chiesto spiegazioni ufficiali. Si è fatto loro portavoce il consigliere regionale della Lega Fiorini che ha chiesto ufficialmente all'assessore Cecchini di sapere "quali studi e documentazioni è stato deciso il posticipo dell’apertura della pesca  alla Trota Fario che popola le acque salmonitiche umbre e nello  specifico della Valnerina" ed ha ribadito che senza un tavolo di confronto con pescatori e associazioni per approfondire le conseguenze va tutto rinviato.

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Il rischio di una apertura slittata ad aprile è molto alto dato che la Regione sta analizzato la correlazione tra i presunti cambiamenti climatici globali e la  diversificazione del periodo riproduttivo del pesce. E poi l'apertura della pesca il primo di aprile, nel giorno dei famosi schersi del pesce di aprile, è destinata a non far ridere. Nessuno soprattutto chi paga un bollettino alle istituzioni locali per poter pescare nelle acque libere di casa nostra.

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