Bus e universitari: spiragli per l'abbonamento "calmierato". Su Gimo ancora niente di fatto

Incontro tra Regione, Comune, Ateneo e Consiglio degli studenti. Il presidente Biscarini: "Le novità del Piano urbano di mobilità non bastano". Sulle tariffe si valutano nuove soluzioni

Prezzo degli abbonamenti per gli studenti e il rinnovo del servizio notturno Gimo. Con questi due temi da affrontare si è tenuto, oggi, giovedì 17 gennaio, un tavolo sul tema dei trasporti universitari, a cui erano presenti Federico Rossi, delegato del Rettore ai servizi per gli studenti, Alessandro Biscarini (UdU), presidente del Consiglio degli Studenti, e i competenti assessori di Regione e Comune, Giuseppe Chianella e Cristiana Casaioli.
La convocazione del tavolo si è resa necessaria a fronte “della drammatica condizione in cui versa la mobilità per gli studenti universitari – sottolinea Biscarini - Circa il 50% degli iscritti all'Università degli Studi di Perugia si muove infatti individualmente con il mezzo privato. Lunghi tempi di percorrenza, percorsi non calibrati sulle esigenze della popolazione, frequenze eccessivamente rade delle varie corse, mancanza di un servizio notturno stabile e tariffe eccessive sono tra le principali cause per cui i trasporti urbani ed extraurbani non riescono a rappresentare una valida alternativa per una categoria che invece sarebbe per definizione tra i migliori target del trasporto pubblico locale. Nel 2017 sono stati 597 gli abbonamenti urbani annuali universitari (pari a solo il 2,6% sul totale degli iscritti), mentre quelli extraurbani sono 83. Nemmeno mensili e trimestrali risollevano la situazione che vedrebbe un numero totale di utenti stimati non maggiore alle 2000 unità”. 

Di fronte a questi dati il primo tema che il tavolo ha discusso è stato l'abbassamento dei prezzi degli abbonamenti. Spiega Biscarini: “La proposta ideale sarebbe quella elaborata nell'ultimo anno e mezzo dalla Sinistra Universitaria Udu Perugia. Considerato infatti l'elevato numero di pendolari, sarebbe opportuno un abbonamento annuale che permetta di usufruire dell'intera rete di trasporti regionale, urbana ed extraurbana, ad un prezzo estremamente conveniente, che secondo le stime non arriverebbe a superare i 50 euro all'anno, qualora fosse sottoscritto dalla maggior parte degli studenti iscritti, stanti gli attuali ridottissimi introiti del TPL provenienti dalla popolazione studentesca”.

Il Comune di Perugia aveva inserito un'idea simile all'interno del Pums, dove si proponeva l'abbonamento per il solo territorio comunale ad un prezzo di 100 euro, cifra considerata tuttavia non funzionale all'aumento dell'utenza. “Entrambi gli enti si sono detti comunque disponibili a valutare nei prossimi giorni la proposta degli studenti ed un'eventuale mediazione sui costi – riferisce Biscarini - considerate le previsioni sul numero degli abbonamenti sottoscritti in funzione dell'abbbassamento di prezzo e il necessario potenziamento delle linee”.

Il secondo punto affrontato dal tavolo, è stato Gimo, il primo servizio di mobilità notturna attivo fino al luglio 2018 ed “inspiegabilmente sospeso negli ultimi mesi”.

“Nonostante gli ottimi risultati in termini di utenza, confermati positivamente anche dall'assessore Casaioli, il Comune non ha ritenuto necessario inserirlo all'interno della pianificazione del trasporto locale. La Regione, che aveva interamente finanziato il servizio, prende tempo in attesa di capire le scelte dell'amministrazione del capoluogo”.
“La componente studentesca accoglie con tiepido favore l'estensione di alcune corse fino ad orario notturno, presente nel PumsS, che non vedrà applicazione prima del 2020. Proprio in questa ottica stupisce ancora di più la sospensione del servizio Gimo che, nonostante lo scarso investimento comunicativo del Comune, aveva creato un'ampia utenza fidelizzata all'idea di trasporto notturno, in linea con i numeri dell'utenza diurna”. 

Il fatto che il tavolo odierno si sia concluso con l'ennesimo rinvio della questione, conclude il rappresentante degli studenti, “ci amareggia, ma non ci fa desistere, i dati e i fatti sono dalla nostra parte: Perugia, città universitaria, deve avere questo tipo di servizio”.


 

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