I parrocchiani di Porta Pesa: "Quella tela settecentesca dell'Appiani deve tornare a Santa Maria Nuova"

Il quadro, di generose dimensioni, risale al 1740 ed era collocato dentro la chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova, posta tra l’Arco dei Tei e l’inizio inferiore di via Pinturicchio

“Quella tela del Settecento – dicono a una voce i parrocchiani della Pesa – deve tornare all’interno di Santa Maria Nuova, da cui è stata prelevata”. Il riferimento è alla splendida opera di Francesco Appiani, raffigurante “Madonna in gloria, con S. Giovanni Battista, S. Filippo Neri e S. Filippo Benizi”.

Il quadro, di generose dimensioni, risale al 1740 ed era collocato dentro la chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova, posta tra l’Arco dei Tei e l’inizio inferiore di via Pinturicchio. In occasione dello stato di semi abbandono in cui giaceva l’antica chiesa perugina, fra restauri iniziati e mai finiti, ambiente umido e celebrazioni sospese, prenderla e portarla in cattedrale fu una scelta eccellente e, per così dire, obbligata.

Ora quell’opera è collocata in San Lorenzo, sopra il confessionale prima del transetto di sinistra. Fa bella mostra di sé, ancorché illuminata poco e male. Ma oggi la chiesa di Santa Maria Nuova è a posto e stabilmente riaperta, oltre che sede di regolari celebrazioni. Ora non sussistono ragioni valide perché l’opera non torni dove stava in origine. Ossia nell’altare del XV secolo, dove si trovava anche il gonfalone di Niccolò Alunno (1466) ora visibile in Galleria Nazionale. Quell’altare dove era collocata la tela è stato “riempito” (foto 2) con un’opera di diversa forma (superiormente arrotondata) e dimensione (inferiore), oltre che di pregio minore.

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Dunque si riporti a Santa Maria Nuova la tela “scippata”.Insomma, come sta scritto nella testatina dell’“Osservatore Romano” (frase ripresa da Sciascia come titolo di un suo celebre romanzo) Unicuique suum, ossia “A ciascuno il suo”.

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