INVIATO CITTADINO Ai single ci pensa San Faustino: storia e tradizioni perugine

San Faustino (santo dei “non innamorati”, o per meglio dire dei “non accoppiati”) è ricordato in coppia col fratello san Giovita, entrambi rappresentati in abiti da soldati romani, con la spada e la palma del martirio

E per i single ci pensa San Faustino, la cui festa è riservata a quanti cercano l'anima gemella. Non è un caso che il patrocinio agli sfigati venga ricordato il giorno successivo a quello “degli innamorati”, San Valentino, festeggiato il 14 febbraio.

San Faustino (santo dei “non innamorati”, o per meglio dire dei “non accoppiati”) è ricordato in coppia col fratello san Giovita, entrambi rappresentati in abiti da soldati romani, con la spada e la palma del martirio.

Secondo la vulgata, entrambi – contrari all’ideologia pagana – furono gettati in pasto alle belve che restarono mansuete, poi affidati al fuoco purificatore che non li toccò. Vennero infine decapitati a Brescia, dove fu creata la chiesa di San Faustino ad sanguinem.

La morte avvenne il 15 febbraio, considerato appunto “dies natalis”. Nelle nostre campagne esisteva una specie di festa delle “restate”. Il termine designava le ragazze da marito che non avevano – come si dice – “trovato l compratore”, ossia non fossero state richieste da un pretendente. Il termine (compratore) era analogo a quello usato nel mercato delle bestie, a riprova della scarsa considerazione del ruolo femminile. Spesso poteva trattarsi di ragazze affette da deformità o “vergognose”. A Perugia esistevano istituti che “dotavano” le ragazze nubili per renderle più appetibili.

La condizione di nubile – apostrofata col termine spregiativo di zzittella – era considerata offensiva. Si diceva “Se nessuno la vòle, qualche magagna l’ha d’avé”. Per l’uomo non era invece disdicevole restare scapolo, termine che in dialetto viene reso con “zzittellone”. Non era infrequente, nelle famiglie patriarcali contadine, nel caso in cui fosse venuta a mancare “la donna de casa”, che si risposasse il capofamiglia o il più maturo dei fratelli. Spesso capitava che la nuova entrata soddisfacesse le esigenze degli “òmi de casa”, senza che questo costituisse pregiudizio negativo per la sua reputazione.

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In senso ironico, di due persone troppo diverse per stare bene insieme, si diceva “Ddio li fa e sant’Antonino l’acòppia”, analogamente a quanto vale per le bestie, di cui Antonio abate è protettore. Da ricordare un gesto scaramantico che esorcizzava l’atto di “spazzare i piedi”. Una ragazza stava ben attenta che nessuno le passasse con la scopa sopra i piedi, in quanto il gesto, simbolicamente, avrebbe allontanato gli spasimanti. Notare che Fausto deriva dal latino “faustus” (propizio-favorevole), nel senso che “propizierebbe” gli incontri.

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