Inviato cittadino - L'uomo che inventò l'urlo di Tarzan merita una via a Perugia che porti il suo nome

Ricordando Sergio Tedesco, attore, doppiatore, cantante lirico. La proposta di una strada a Pontte San Giovanni, sua dimora, che lo celebri

“Scomparso l’uomo che inventò l’urlo di Tarzan”, così titolarono i maggiori quotidiani alla morte del cantante, attore di cinema e di teatro, doppiatore, Sergio Tedesco, perugino d’adozione e figura di riferimento nazionale nell’ambito dello spettacolo.

Questa dell’urlo fu per molti una rivelazione, ma all’Inviato Cittadino piacque lanciare quel comunicato (rimbalzato in tutte le testate nazionali) in quanto era rimasto colpito dalla morte improvvisa dell’amico. Che era stato non solo attore di cinema e di teatro, ma anche apprezzato cantante lirico nei principali teatri del mondo. Memorabile, fra le altre, la sua interpretazione funambolica di Arlecchino.

Ebbi modo di conoscerlo e apprezzarlo da anziano, ma ancora attivo nel mondo artistico: ne nacque un’amicizia solida. Tanto che ebbi la fortuna di chiamarlo a collaborare in diverse occasioni. E Sergio non disse mai di no.

Già in due interessanti incontri, l’amico Sergio aveva declinato alcune importati scansioni della sua biografia artistica.

Una prima volta avevamo compiuto un excursus complessivo della sua arte in carriera.

In una seconda occasione, Tedesco aveva portato il proprio contributo nella rievocazione del maestro Francesco Siciliani, col quale aveva intrattenuto rapporti di collaborazione artistica e di intensa amicizia.

In altra circostanza, avevamo concordato un focus sulla sua pluriennale esperienza di adattatore di dialoghi e di doppiatore. Ma la morte gli impedì di onorare l’impegno. Resta comunque alto il debito mio personale e quello dell’Associazione da me fondata, nel 2006, con Walter Pilini.

Debito che l’Accademia del Dónca e l’Inviato Cittadino devono saldare, a sette anni dalla scomparsa dell’amico, artista esimio, conosciuto e apprezzato nel mondo.

Sergio aveva da poco compiuto gli 84 anni, ma continuava a vivere intensamente nel mondo artistico-culturale romano e perugino.

Era socio e amico della perugina Accademia del Dónca, che gli aveva conferito il “Bartoccio”.

“Sergio Tedesco – ricorda il critico cinematografico Fabio Melelli – come doppiatore professionista, ha principalmente interpretato ruoli di duro, ma prestava volentieri la propria voce anche in innumerevoli produzioni di cartoni animati e film d’animazione, serie televisive e radiofoniche. Spesso doppiava il consigliere ‘cattivo’ del Presidente”.

Insieme a Melelli, lo ricorda con speciale affetto la cantante lirica, attrice e doppiatrice Simona Esposito, che ne fu allieva e compagna di vita.

Sergio è stato un prototipo di perugino adottivo, amatissimo e apprezzato. Franco e ruvido, ma anche costantemente capace di gesti di grande signorilità (debbo ancora conoscere chi possa vantarsi di avergli mai offerto una cena!).

Sergio Tedesco: un grande personaggio, un vero artista, un amico indimenticabile. E credo sia meritevole dell’intestazione di una strada nel Viale degli Artisti, nella zona di Ponte San Giovanni, dove aveva scelto di vivere gli ultimi anni della sua esistenza.

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