Nuove idee per l'economia umbra, 17 borse di dottorato e 55 assegni di ricerca ai talenti dell'Università

Sono soggetti beneficiari le due università umbre, Unipg e Università per stranieri, e i progetti hanno riguardato tutti i dipartimenti universitari

Un salto di qualità per l'economia dell'Umbria e idee innovative per portare nuova linfa al sistema delle imprese. Università e Regione, insieme. Sul tavolo 55 assegni di ricerca e 17 borse di dottorato per un totale di 2,3 milioni di euro, diretti a progetti di ricerca in grado di contribuire alle priorità di sviluppo della Regione e svolti in partenariato obbligatorio con le imprese. Tutto finanziato da Palazzo Donini con due bandi europei. 

Come spiegato dalla presidente Catiuscia Marini nel giorno della presentazione alla Nuova Monteluce di Perugia, "la Regione si è trovata a pensare una strategia di sviluppo che aiutasse, da un lato, la qualificazione del sistema produttivo attraverso la costruzione di rapporti, fino ad oggi poco sperimentati, tra sistema della ricerca e sistema della produzione e, dall’altro, anche un incentivo a qualificare il capitale umano in maniera coerente con le politiche dello sviluppo regionale, in particolare con la strategia regionale di specializzazione intelligente".

E ancora: "Abbiamo voluto intraprendere un percorso nuovo e crediamo anche virtuoso per utilizzare i fondi europei per l’innovazione delle imprese e per mettere veramente in contatto il mondo accademico e scientifico con quello produttivo della nostra Regione. Alla base di tutto questo lavoro – ha concluso la presidente -  c’è la convinzione che la direzione giusta per costruire solide e non estemporanee traiettorie di sviluppo sia quella di un percorso comune tra programmazione pubblica, sistema della ricerca e mondo della produzione”. La giornata, alla quale hanno partecipato anche il rettore dell’Università per stranieri, Giuliana Grego Bolli e il direttore di Sviluppumbria, Mauro Agostini, si è aperta con l’intervento del rettore dell’Università di Perugia, Franco Moriconi, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa che ha coinvolto università, territorio ed imprese, in stretta sinergia con la Regione.

Dal canto suo l’assessore regionale all’innovazione Antonio Bartolini ha sottolineato come "questo nuovo sistema, che la Regione ha voluto per l’utilizzo dei fondi dedicati alla ricerca e all’innovazione, è scaturito dalla consapevolezza della scarsa propensione delle imprese umbre, nella grande maggioranza di piccola e media dimensione, a utilizzare il capitale umano ad elevata qualificazione (laureati in possesso di master o dottorato di ricerca), anche in ragione delle insufficienti relazioni fra sistema produttivo, università e centri di ricerca".

E ancora: "Gli obiettivi che ci proponiamo – ha affermato Bartolini - sono molteplici e tutti ambiziosi. Vogliamo incrementare le risorse a disposizione della ricerca universitaria nella nostra regione; qualificare il rilevante capitale umano rappresentato dai nostri ricercatori verso una più immediata occupabilità; orientare la ricerca universitaria verso obiettivi coerenti con il sistema produttivo, incentivando la costruzione di link e relazioni tra due mondi spesso l’uno all’altro indifferenti, cosa che ha storicamente “zavorrato” le potenzialità di crescita del sistema-Umbria nel suo complesso".

Per quanto riguarda gli assegni di ricerca e le borse triennali di dottorato "si inseriscono all’interno di progetti di ricerca a caratterizzazione industriale che, da un lato mirano a contribuire alle priorità della strategia di sviluppo intelligente della Regione, e dall’altro, attuandosi in partenariato con il sistema produttivo, puntano ad alimentare rapporti stabili tra quest’ultimo e la ricerca universitaria".

Sono soggetti beneficiari le due università umbre, Unipg e Università per stranieri, e i progetti hanno riguardato tutti i dipartimenti universitari, ovviamente con pesi differenti, vista la caratterizzazione industriale che era stata richiesta ai progetti stessi. I progetti di ricerca, presentati da Dipartimenti e Centri di ricerca delle due Università umbre (Unipg e Università per Stranieri), sono stati valutati sulla base del loro potenziale contributo alle politiche regionali di sviluppo, alla qualificazione in senso industriale e produttivo delle attività di ricerca scientifica, alla presenza di attività internazionali nell’ambito del progetto di ricerca, al ruolo svolto dal ricercatore nell’ambito del partenariato d’impresa e nel trasferimento e diffusione dei risultati della ricerca.

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