Umbria, rivoluzione unica in Italia nel mondo della scuola: il nuovo ‘polo’ da zero a sei anni

La sperimentazione sarà avviata, dal primo settembre 2018, in molti Comuni dell'Umbria: fondo di 5 milioni di euro

“Un servizio innovativo e sperimentale che prevede la collocazione in una struttura unica o in strutture contigue fruibili da tutti i bambini da 0 a 6 anni, con spazi esterni ed interni adeguatamente attrezzati”. E’ questo il nuovo Polo per l’infanzia che ha l’obiettivo di accogliere in un unico plesso o in edifici vicini più strutture di educazione e di istruzione per bambini/e fino a 6 anni di età. Il progetto è stato presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta nella Sala Partecipazione dell’Assemblea regionale ed alla quale hanno preso parte l’assessore regionale all’istruzione, Antonio Bartolini, Rossella Cestini, delegata Istruzione Anci Umbria, Maria Pia Serlupini, Garante per l'infanzia e l'adolescenza dell’Umbria e Antonella Iunti, dirigente dell’Ufficio Scolastico regionale dell’Umbria. “Non più due entità distinte – ha affermato l’assessore Bartolini -, come è stato fino ad oggi, tra “Asili Nido” da zero a tre anni e “Scuola Materna” da quattro a sei anni, ma un unico Polo, che va a zero a sei anni, che si caratterizza come un laboratorio permanente di ricerca, innovazione, partecipazione e apertura al territorio, anche al fine di favorire la massima flessibilità e diversificazione per il miglior utilizzo delle risorse, condividendo servizi generali, spazi collettivi e risorse professionali, nel quadro di uno stesso percorso educativo, in considerazione dell’età e del rispetto dei tempi e stili di apprendimento di ciascuno”.

“Siamo arrivati alla sperimentazione concreta di questa nuova formula educativa – ha sottolineato l’assessore – che sarà avviata, dal primo settembre 2018, in molti comuni della nostra Regione che, su questo versante, è la prima in Italia”. Non soltanto dunque a Città di Castello, Spoleto e Guardea che erano stati già individuati, ma anche in tutti quei comuni che, pur sapendo che i finanziamenti per la costituzione dei Poli fossero già stati assegnati, hanno proposto all’Assessore competente di dare il via a sperimentazioni anche in altri territori della Regione al fine di evidenziare punti di forza e di criticità, permettendo, inoltre, il superamento di quei pregiudizi che vedono ancora il Nido come luogo di cura, di accudimento e di relazioni personalizzate e la Scuola dell’Infanzia concepita, invece, in particolar modo nell’ultimo anno di frequenza, come preparatoria alla Scuola Primaria.

Sono questi gli aspetti più importanti emersi nel corso degli incontri che il Tavolo Interistituzionale, creato dalla Giunta Regionale, ha svolto in questo periodo. “I componenti del Tavolo, - ha affermato la  Garante per l'infanzia e l'adolescenza Regione Umbria, Maria Pia Serlupini -  consapevoli che dare vita ad un sistema integrato di educazione e istruzione dalla nascita fino a sei anni rappresenti una sfida difficile, ma di importanza vitale per le bambine e bambini e consci dell’impegno che da sempre la Regione Umbria ha dimostrato nel sostenere lo sviluppo qualificato delle politiche per la prima infanzia come un “investimento” sul futuro della società regionale, confidano nella possibilità che, già dal prossimo anno scolastico 2018-2019, si possano attivare percorsi sperimentali che garantiscano, come raccomanda anche la Commissione Europea, “il diritto di tutti i bambini ad un pieno sviluppo del proprio potenziale”.

In questa occasione l’assessore Bartolini ha anche illustrato la ripartizione delle risorse disponibili, grazie al Fondo nazionale per il Sistema integrato dei servizi di educazione e istruzione ed ai fondi messi a disposizione direttamente dalla Regione, che ammontano a 4 milioni ed 800mila euro, ai quali si aggiungono quelli per la costruzione di nuovi edifici per poli per l’infanzia innovativi, Guardea, Spoleto e Città di Castello, che potranno accedere ai fondi messi a disposizione dall’Inail che, per l’Umbria, ammontano ad oltre 2 milioni e 700mila euro. Infine è stata assegnata a ANCI Umbria la somma di 190.711 euro, pari al 5 per cento del fondo, da destinare alla formazione del personale educativo e docente.

“Si tratta di risorse destinate all’istruzione 0-6 – ha affermato l’assessore - e che permetteranno agli istituti di investire sulle strutture scolastiche ed alle famiglie di vedersi ridotto il costo dei servizi a proprio carico”. La Regione ha previsto una ripartizione dei fondi tra i 92 comuni che tenga conto della popolazione tra i 0 ed i 6 anni ed in proporzione ai posti disponibili per i servizi educativi destinati alla popolazione tra i 0 ed i 3 anni.


In particolare, i fondi potranno essere utilizzati per sostenere spese di gestione dei servizi educativi 0-6, in considerazione dei costi e della qualificazione e/o per interventi di nuove costruzioni, ristrutturazione edilizia, restauro e risanamento conservativo, riqualificazione funzionale ed estetica, messa in sicurezza meccanica e in caso di incendio, risparmio energetico e fruibilità di stabili, di proprietà delle amministrazioni pubbliche (60% del Fondo) ovvero per potenziare i servizi offerti alle famiglie, anche attraverso un abbassamento dei costi da queste sostenute per l’iscrizione dei figli agli asili nido, per i trasporti o per la mensa (35% del Fondo). Il restante 5% del Fondo è stato assegnato ad ANCI Umbria ed è da destinare alla formazione continua del personale educativo e docente.

I Comuni per i servizi relativi agli asili nido investiranno quanto concesso dal MIUR principalmente per ampliare e/o migliorare la gamma di servizi offerti (47,2%) e per ridurre i costi di accesso ai servizi per le famiglie (36,1%). Per i servizi 0-6, i Fondi saranno utilizzati dai comuni prevalentemente per la riqualificazione funzionale ed estetica degli istituti scolastici (37,2%) e per la loro messa in sicurezza (19,8%).

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