Raffaele Sollecito: "Nessuno mi ha chiesto scusa. Mai avuto risarcimenti per tutto quello che mi è accaduto"

L'intervista: "Dalle aziende tanti no, mi è stato detto che non potevano assumere una persona come me per non avere pubblicità negativa"

"La mia vita è stata sempre marchiata da questa vicenda", racconta Raffaele Sollecito ai microfoni de 'La Dolce Vita' su Radio Italia Anni 60 intervistato dai colleghi di Today Roberta Marchetti e Andrea Ponzano. Il riferimento è al processo per l'omicidio di Meredith Kercher a Perugia.

"Ormai anche per una questione di autoconservazione non mi curo più dello sguardo della gente, a meno che non abbiano la volontà di parlarmi direttamente, cosa che ovviamente non mi dispiace". E ancora: "Ne ho la prova tangibile perché ho avuto anche proposte di lavoro molto interessanti anche dall'estero che poi sono sfumate con lettere scritte e protocollate, in cui mi è stato detto che non potevano assumere una persona come me per non avere pubblicità negativa".  

"Con Amanda non mi sento da tempo"

"Amanda? Non la sento da un po’ di tempo. Noi innamorati? No, siamo stati insieme per una settimana e poi sono passati dodici anni, ci siamo conosciuti così poco" racconta il 35enne pugliese fra i principali protagonisti del processo per la morte di Meredith Kercher (assolto definitivamente dalla Cassazione). 

Che idea hai della giusizia italiana? "Purtroppo non ho più fiducia - dice Sollecito -, ma non solo in quella italiana, anche in altri Paesi adottano escamotage per dare sicurezza al popolo anche quando non hanno certezze e in Italia la cosa è ancora più evidente. Per quello che ho visto ho veramente scarsissima fiducia". Qualcuno delle istituzioni ti ha chiesto scusa? "No, mai nessuno. Nessuno mi ha chiesto scusa. Mai avuto risarcimenti per tutto quello che mi è accaduto, anzi ci siamo indebitati in maniera distruttiva e ne stiamo ancora pagando le conseguenze". 

Tutta l'intervista su Today

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