Quel portale dell'Alessi, in via Enrico dal Pozzo, perde pezzi: serve urgente intervento

La cortina di mattoni con decoro, in quel portale dell’Alessi di via Enrico dal Pozzo, è in degrado e va in pezzi

La cortina di mattoni con decoro, in quel portale dell’Alessi di via Enrico dal Pozzo, è in degrado e va in pezzi. … e l’Inviato Cittadino s’indigna. Bella singolarità, poco nota agli stessi perugini: il Portale del Leone, ubicato al civico 101 di via Enrico dal Pozzo, zona che i perugini  chiamano comunemente Fontenòvo.

Il lavoro è dell’Alessi e ne porta l’inconfondibile stigma di classica bellezza. L’architetto perugino lo realizzò per la villa di campagna alla quale si accedeva attraverso questo portale. Fa tristezza constatare che la cortina di mattoni sottostante la scultura cade letteralmente a pezzi. Quei laterizi, abbelliti da una decorazione, in parte sono caduti e in parte sono incerti e traballanti. Qualcuno ne è piombato a terra di recente. Sarebbe bene salvare quelli che restano, procedendo a un accurato restauro.

È da notare che in origine i leoni erano due. Ma oggi ne rimane solamente uno (foto). Luana Cenciaioli, “nostra signora del Manu”, ricorda che, all’inizio degli anni Ottanta del Novecento, avvenne quel furto (probabilmente su commissione) di uno dei leoni. A lei fu assegnato l’incarico di prepararne la relazione storico-artistica. Ci segnala che il secondo leone era peraltro “alato”, come quello di San Marco. Inutile dire che quel reperto non è mai stato ritrovato: farà bella mostra di sé in qualche giardino privato.

L’occasione ci è propizia per ricordare una spigolatura di storia perugina. La leggenda popolare sostiene che il punto in cui gli sguardi dei due leoni s’incrociavano indicasse la sede di un tesoro che, appunto, andrebbe cercato in quella direzione. Tesoro dei Templari? Come farebbe pensare la vicinanza col tempio templare di San Bevignate.

Pare che, nell’Ottocento e nel periodo tra le due guerre del secolo scorso, qualche credulone abbia organizzato esplorazioni sistematiche della zona antistante. Quel campo fu sventrato e scavato in lungo e in largo. Ma – dicono gli anziani abitanti della Pesa – senza apprezzabili risultati.

Il nome Fontenovo è evocativo di un evento luttuoso. Non a caso, in perugino si dice, in forma scaramantica:  “Én da passà tutti per Fontenòvo”. Facendo riferimento al percorso per raggiungere il civico cimitero, sotto il comune stigma dell’inevitabile appuntamento con la Nera Signora. Come sia, e tornando alla necessaria segnalazione, data l’evidente condizione di degrado, cosa aspetta la Soprintendenza a intervenire? Noi riteniamo di aver adempiuto al nostro dovere comunicando la circostanza.

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