La Canzone del Piave compie 100 anni: ricordiamo gli eroi umbri, le loro medaglie, le storie e i morti

La Canzone del Piave ricorda il grande sacrificio dei fanti italiani contro l'invasore nemico astro-ungarico. Ma quanti furono gli umbri che persero la vita nella Prima Guerra Mondiale? Ecco i numeri, le storie, le medaglie...

La Leggenda del Piave, intesa come canzone che è quasi un inno nazionale, sbocciava nel 1918 quando la guerra era agli sgoccioli. Cento anni fa. Immortalava per sempre  l'ingresso dell'italia "il 24 maggio" del 1915. Il Piave che mormorava dal sacrificio offerto alla Patria per "non far passare" lo straniero ha superato il tempo, fa parte del nostro bagaglio culturale, fa parte del nostro immaginario italiano. Sono molte le pagine di Facebook e i profili personali che oggi ricordano quel sacrificio e quella stupenda canzone che ha esaltato per sempre i fanti italiani, carne da macello ma anche carne da eroi.

E anche noi di Perugiatoday.it vogliamo ricordare i nostri nonni e bisnonni che hanno pagato il prezzo più alto per l'onore d'italia nella prima guerra mondiale. Lo pagarano sul Piave, sul Carso e in mille terribili trincee mangiati da pidocchi e infenzioni di ogni tipo. Secondo l'Isuc le famiglie umbre hanno dato un significativo contributo: complessivamente si contano quasi 11mila morti. Inoltre molti nostri comuni, data la lontananza del fronte, ha ospitato prigionieri e altre famiglie italiane sfollate. I nostri eroi erano dislocati prevalentemente nella Brigata Alpi (151 e 152 reggimento) e nella Brigata Perugia (129° e 130° fanteria).

Le cronache dell'epoca - bollettini di guerra - raccontano il loro grande valore sulle petraie del San Michele: “fasciati i piedi sanguinanti con i sacchetti a terra tornarono ostinati all’attacco e ostinati mantennero le posizioni già due volte prese e perdute”. Altri umbri diventeranno fratelli con i coetanei sardi lottando sotto le insegne della Brigata Sassari. All'inizio la Brigata era formata nella stragrande maggioranza da sardi, provenienti dai Distretti Militari di Cagliari, 151o Reggimento, e di Sassari, 152o Reggimento. Poi vennero aggregati dei fanti Umbri, provenienti dai Depositi Militari di Perugia e di Spoleto. Nelle battaglie per la conquista dei Boschi Lancia, Triangolare e Cappuccio, nei mesi di luglio e di agosto del 1915, la Brigata affrontò valorosamente il nemico Austro-ungarico, subendo però ingentissime perdite di vite umane, tra cui quelle di ben 50 Fanti Umbri.  

Alla fine del conflitto mondiale gli umbri caduti furono 10.934 di cui 4.839 per ferite riportate in operazioni di guerra, 4.165 per malattie, 414 per cause accidentali, 1.398 per dispersione e 118 per scomparsa. La stragrande maggioranza diloro erano dei fanti: 7.515 fanti, 89 carabinieri, 90 granatieri, 195 alpini, 584 bersaglieri, 364 mitraglieri, 101 della cavalleria, 682 dell’artiglieria, 86 dei bombardieri, 320 del genio, 78 della sanità, 2 del commissariato sussistenza e amministrazione, 18 degli autotrasportatori, 9 operai, 35 della Regia marina, 26 della Regia aeronautica, 33 della Regia guardia di finanza, 13 coloniali, 10 umbri arruolati nell’esercito americano e 72 uomini classificati “vari e minori”.

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Ricco è il bottino di medagli per il valore e il coraggio dimostrato: decorati al valor militare furono 350 di cui 3 decorati di una medaglia d’oro, 1 di una medaglia d’oro ed una di bronzo, 166 di una medaglia d’argento, 6 decorati con due medaglie d’argento, 8 decorati con una medaglia d’argento e una di bronzo, 1 decorato con una medaglia d’argento e due di bronzo, 1 decorato con due medaglie d’argento e 1 di bronzo, 163 decorati di una medaglia di bronzo e 1 decorato con due medaglie di bronzo. Eroi di casa nostra.                                                                                 

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