INVIATO CITTADINO Vittoria per i massofisioterapisti

Una vittoria per i tanti massofisioterapisti formatisi a Perugia e in Umbria, e in predicato di disconoscimento del loro ruolo professionale

Una vittoria per i tanti massofisioterapisti formatisi a Perugia e in Umbria, e in predicato di disconoscimento del loro ruolo professionale. Il governo aveva emanato un decreto “taglia lavoro” (dice Carmine Camicia che li rappresenta sindacalmente) e voleva cancellare migliaia di professionisti.

Così la Fesica Confsal ha fatto ricorso  al TAR del Lazio ottenendo la sospensiva del decreto.

Il Decreto del Ministro della Salute del 9 agosto 2019 avrebbe penalizzato migliaia di persone che hanno legittimamente conseguito il titolo di massaggiatore massofisioterapista,  dopo il 2015, avendo svolto meno di trentasei mesi di attività. La circostanza precludeva la possibilità di iscriversi negli elenchi speciali e conseguentemente inibiva la facoltà di svolgere la professione per la cui formazione queste persone hanno investito tempo, energie e denaro.

Spiega Camicia: “La legge 145/018 annullava la qualifica di  Massofisioterapista, acquisita al termine di un corso abilitante riconosciuto dal Ministero della Salute; dimostrando l’infondatezza della questione di legittimità costituzionale, l’illogicità e l’irragionevolezza per violazione e falsa applicazione degli articoli 3, 4 e 41 della Costituzione”.

“La circostanza ci riguarda da vicino – argomenta Camicia – dato che in Umbria, in circa vent’anni, si sono formati una decina di migliaia di operatori sanitari alla fine della frequenza di un corso triennale. Ma il Ministero della Salute attraverso un decreto attuativo, con un colpo di spugna, voleva cancellare la norma che regolamentava i corsi, rendendola anche retroattiva. Un’abnormità giuridica. Il Tribunale Amministrativo del Lazio,  entro 48 ore, depositerà il provvedimento di sospensiva della legge, rinviando la discussione del merito ad Aprile 2020”.

Nel frattempo, il Sindacato invita tutti i MFT a creare un fronte unico affinché tutti possano iscriversi all’ordine  Professionale TSRM, restituendo alla categoria la meritata dignità.

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