Perugia dimentica. Fra i compatroni c’è anche Lodovico di Tolosa, santo ingiustamente abbandonato

Si celebrava il 19 agosto in città. Ecco la storia del patrono dimenticato

Perugia dimentica. Fra i compatroni c’è anche Lodovico di Tolosa, santo ingiustamente abbandonato. Si celebrava il 19 agosto. Era solito ripetere il poeta Claudio Spinelli che, in fatto di santi protettori, i perugini non si sono fatti mancare nulla. Così, accanto ai più celebrati Ercolano, Costanzo e Lorenzo, ci sono i minori: ossia il “patronus populi” San Bevignate, il “patronus pestis” San Fiorenzo, il “patronus politicus” Lodovico di Tolosa. La notorietà di quest’ultimo fu così grande che la sua identità venne confusa e sovrapposta con la figura di Costanzo, sulla lunetta del portale del Comune.

Ma perché Lodovico, secondogenito di Carlo II d’Angiò, è fra i patroni? Innanzitutto fu frate francescano e all’epoca il Comune affidava volentieri la funzione di “massaro”, ossia di gestore delle finanze pubbliche ai frati minori, successivamente sostituiti dai Penitenti. E poi va ricordato che Perugia era legata alla casa D’Angiò, parte guelfa, come testimoniano i gigli scolpiti a piene mani nella facciata del palazzo dei Priori e nella lunetta del portale maggiore del Maitani. Non è casuale che a Benedetto Bonfigli, autore della decorazione pittorica della Cappella dei Priori, venissero commissionati ben quattro quadri sulla vita del santo.

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A sentire lo storico Pompeo Pellini (nel I volume della sua monumentale storia), Lodovico sarebbe stato canonizzato in Orvieto o forse a Perugia. La sua festa si celebrava il 19 di agosto nel palazzo comunale con processione che partiva dalla chiesa di San Francesco al Prato. Ecco le precise parole: “Et si è anco lasciato scritto da alcuni nostri cittadini a penna, che l’haver preso i Magistrati nostri in protettione San Lodovico, sia stato perché nella Cappella del lor Palazzo il Papa gli conferisse il vescovato di Tolosa e non che vi fosse canonizzato”. Come sia: viva san Lodovico, la cui figura va rimossa dall’oblio.
 

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