Perugia a Capitale Verde d’Europa 2022, la Gesenu si interroga sulla sostenibilità ambientale: le tesi del convegno

Un convegno che ha visto interlocutori di diversa provenienza, confrontarsi sulle tematiche della sostenibilità, è stato il primo appuntamento di GESENU LAB

“Dall’Enciclica Laudato Si’, i valori condivisi della sostenibilità”: GESENU riflette sul concetto, universale e condiviso, di sostenibilità. Un convegno che ha visto interlocutori di diversa provenienza confrontarsi sulle tematiche della sostenibilità, per la “cura della casa comune” come indicato dal Santo Padre. Si è svolto oggi pomeriggio presso l’Oratorio di Santa Cecilia di Perugia, il Convegno, “Dall’Enciclica Laudato Si’,i valori condivisi della sostenibilità”, primo evento di GESENU LAB, patrocinato dal Comune di Perugia e dall’Università degli studi di Perugia, nell’ambito delle iniziative per la candidatura di Perugia a Capitale Verde d’Europa 2022.

Il convegno è stato introdotto dal Vice Sindaco Urbano Barelli e dal Consigliere Delegato di Gesenu Ing. Luciano Piacenti,  coordinato dalle Ing. Beatrice Castellani (ricercatrice Unipg e CDA Gesenu) ed Ing. Elisa Terrosi di Gesenu, e patrocinato dal Comune di Perugia e dall’Università degli studi di Perugia. “Il Convegno - spiega l’ing Terrosi - rappresenta il primo degli eventi di GESENU LAB - il nuovo laboratorio di idee e di esperienze scientifiche sui temi dell’ambiente, sostenibilità ed economia circolare promosso da Gesenu nell’ambito del più ampio lavoro aziendale incentrato sulla sostenibilità che porterà alla redazione del Primo Bilancio di Sostenibilità”.

Il Convegno si è avviato con una riflessione guidata da Mons. Paolo Giulietti sulla Lettera Papale pubblicata il 18 giugno 2015. “L’Enciclica Laudato si’ - spiega l’ing Castellani - costituisce il contributo della Santa Sede al dibattito globale che nello stesso anno ha portato all’approvazione dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta dalle Nazioni Unite e contenente i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs), e l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Il messaggio significativo della Lettera si sviluppa intorno al concetto di “ecologia integrale”, intesa come disciplina che ha a cuore non solo l’ambiente ma anche le relazioni tra gli esseri viventi, con la conseguente necessità di integrare al dibattito ambientale, considerazioni sociali e sulla qualità della vita umana. La comprensione di sistemi così complessi richiede un approccio sistemico, globale alla sostenibilità, che deve essere analizzata integralmente nei suoi tre pilastri, ambientale, economico e sociale, aspetto di estrema attualità anche nel dibattito scientifico. Gli stessi obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite condividono con l’enciclica “Laudato si’” l’ambizione universale di legare insieme in maniera inscindibile i tre aspetti.”

“L’Enciclica ha una destinazione universale, rivolta a tutti gli uomini di buona volontà. - Ha commentato Mons. Giulietti - Colpisce la capacità che ha questo documento di parlare a tutti, di includere nelle sue pagine un dialogo continuo con le altre religioni e con la scienza. E di parlare di coraggio. L’Enciclica è infatti un’enciclica coraggiosa per il fatto di aver sottolineato che l’inquinamento non è solo un problema tecnico, ma anche politico e culturale. Al tempo stesso l’enciclica indica le responsabilità condivise, a partire dai modelli di sviluppo e consumo inadeguati, che ci riguardano tutti da vicino. Il tono non è però rassegnato, anzi. Nelle pagine dell’Enciclica si propone un fare che coinvolga tutti i livelli, da quello internazionale a quello locale e ci ricorda che l’ecologia non è solo conveniente ma anche faticosa ma imprescindibile”.

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Al contributo di Mons. Giulietti hanno fatto seguito proprio gli interventi di due rappresentanti di SDSN (Sustainable Development Solutions Network), iniziativa globale nata nel 2012 con l’appoggio del Segretariato delle Nazioni Unite per promuovere soluzioni concrete per lo sviluppo sostenibile e l’implementazione dei 17 SDGs. Presenti infatti al convegno il Dott. Simone Cresti, rappresentante del Polo regionale SDSN del mediterraneo, che ha relazionato sulle buone pratiche e soluzioni di promozione dello sviluppo sostenibile nella regione del Mediterraneo, e le Dott.sse Laura Cavalli e  Giulia Lizzi della Fondazione Eni Enrico Mattei, ente che ospita il polo regionale SDSN Italia. Le due ricercatrici hanno discusso del ruolo fondamentale dei governi locali nel processo di trasformazione dell’Agenda 2030 da una visione globale ad una realtà locale.
 

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