INVIATO CITTADINO La proposta: un Museo del Risorgimento nel Palazzo della Provincia

Completato il restauro della Loggia d'Inverno. L'idea dell'architetto Monella

Quel corridoio può diventare uno splendido Museo del Risorgimento. Questa la proposta avanzata dall’architetto Mauro Monella che si è preso cura della Loggia di Ponente del magnifico palazzo dell’Arienti. Vi si notavano lesioni strutturali, rigonfiamenti d’intonaco, lacune, un pavimento d’epoca mascherato con parquet… e altre cospicue magagne.

Il Palazzo della Provincia (o della Prefettura, se si preferisce) è dotato di uno splendido corridoio, che qualcuno chiama “giardino d’inverno”, in forza delle ampie vetrate che lo delimitano sul versante del cortile interno. Ma anche a causa dell’originaria decorazione parietale simulante, appunto, il “giardino d’inverno”.

Quella Loggia se la passava maluccio e denunciava la necessità urgente di interventi di natura strutturale, non meno che di un restauro artistico. La decorazione originaria è attribuita al Tassi ed era in stato di degrado, causa in filtrazioni d’acqua ripetute e costanti. Un primo intervento era stato effettuato nel 1915, con l’incauta cancellazione delle decorazioni primigenie. Ma anche le sovrapposizioni novecentesche, di natura Liberty, erano ridotte all’ecce homo. Ne erano stati autori Polidori e Giancarli, precursori dello stile floreale nella città del Grifo.

Ora, buona parte delle opere pittoriche sono state restituite a leggibilità e cromatismo corretto, anche grazie all’intervento, puntuale ed efficace, del restauratore Nicola Panichi (che ha operato all’altezza di ben 8 metri) nel grande soffitto e nelle pareti, coi dipinti decisamente anneriti e affioramenti di salnitro.

Si legge nella relazione del restauratore: “Le decorazioni del Tassi ricoprivano completamente tutte le superfici piane che costituivano la grande sala, partendo dal pavimento originario, realizzato in graniglie a mosaico, fino ad arrivare all’alto dei soffitti”. Ma il tutto è stato ricoperto da scialbature e cromie di tempere, con interventi spesso inopportuni.

E adesso che l’insieme è stato riportato alla miglior condizione possibile, che fare? L’idea di Mauro Monella del Museo del Risorgimento ha trovato ampia condivisione in città. Primo perché quel palazzo è il simbolo della conclusione del processo unitario nazionale, datando fra il 1869 e il 1872. Inoltre, al suo interno sono conservati pregevoli affreschi di Domenico Bruschi, sempre di natura patriottica e storica.

Realizzare un Museo del Risorgimento in piazza Italia si caricherebbe di un forte valore simbolico. Senza contare che in quel luogo – già dotato di immagini e valori risorgimentali – si potrebbero conferire reperti sparsi in città. Penso a oggetti conservati a Palazzo Della Penna, alla Bandiera della Repubblica Romana presso la Società di Muto Soccorso e a tanti altri elementi di forte valore storico e identitario. Una proposta, insomma, arricchente e di buon senso. 

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