L'ospedale di Perugia perde una delle sue colonne, ultimo giorno di lavoro per la dottoressa Maschke

La direttrice dell'Unità Spinale va in pensione. Porterà il modello dell’Unità Spinale di Perugia nel mondo

Ultimo giorno di lavoro per la direttrice della struttura complessa dell'Unità Spinale del Santa Maria della Misericordia, la dottoressa Renée  Maschke, che va in pensione, ma non riporrà  il camice bianco nell’armadio. E’ tanto  il desiderio di trasferire l’esperienza maturata nel centro di Perugia, che Maschke ora vuole  riproporre  un  modello assistenziale , riconosciuto anche a livello internazionale,  in diversi paesi del mondo. Di fatto la prosecuzione di una attività iniziata presso la  Università di Heidelberg e poi proseguita a  Perugia dal 1999 ad oggi.

“L’attività di prestare assistenza alle persone con lesione al midollo spinale mi ha sempre appassionato – dice la Dott.ssa Maschke-; in molti  pensano che sia una attività scoraggiante, ed invece io  trovo motivante  accompagnare i pazienti colpiti da un evento  così  devastante  verso una nuova vita, vissuta con la migliore  dignità possibile”. 

Renée Maschke, 19 anni di servizio alla guida del centro inizialmente diretto dal professor Massimo Taramelli,  partirà  tra poche settimane in missione con la Fondazione SES (Senior  Expert Service) per la Cina centrale, dove svolgerà una attività di tutor. A seguire, sono già previste missioni in India e Nepal,  paese questo ultimo dove negli ultimi 5 anni, durante il periodo delle  sue ferie, 5 anni  ha già  svolto una attività di volontariato.  

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 Durante il saluto a medici e personale sanitario , presente anche il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Emilio Duca, sono state  ripercorse le tappe salienti di una struttura che si è affermata come centro di eccellenza  grazie all’apporto di  una equipe multi disciplinare: "Siamo passati  da un gruppo ristretto di operatori definita “equipe itinerante” ad una Unità  che racchiude  le più diverse professionalità per affrontare  tutti  insieme , sin dalla fase acuta della condizione,  le complesse  problematiche  della persona  con lesione al midollo spinale. In quasi venti anni – ha ricordato Maschke -abbiamo restituito la vita  a 470  pazienti , una serie di  incredibile  soddisfazioni . Il  centro che ho avuto l’onore di dirigere,  si avvale anche di  indispensabili figure  quali lo  psicologo e l’assistente sociale, necessarie  nel delicato percorso per la conquista di indipendenza e dignità". 

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