INVIATO CITTADINO A Perugia un’assoluta novità: orto urbano e progetto di apicoltura sociale

All’iniziativa – oltre a Porta Pesa e Borgo S. Antonio – hanno aderito anche le associazioni Borgo Bello e Porta Eburnea

A Perugia un’assoluta novità. Orto urbano e progetto di apicoltura sociale animano la scarpata sotto viale Sant’Antonio. Ci hanno lavorato a lungo ed è ormai realtà. La realizzazione è poco visibile: la si nota solo andando a piedi ed affacciandosi sul dirupo che termina in fondo al torrente Rio.

La zona era stata interessata da un fenomeno di frana, particolarmente evidente a valle del parcheggio, ma ne era stata colpita anche la parte in alto, più verso la Porta Sant’Antonio. Erano state realizzate opere idrauliche di drenaggio che scaricavano direttamente sulla scarpata, con possibile dilavamento del terreno. Oggi quei mega tubi in pvc sono stati raccordati, fatti confluire in pozzetti di raccolta e di scarico. Insomma: è stato perfezionato un intervento, atto a garantire piena stabilità. A valle sono stati realizzati sentieri e strisce praticabili per colture orticole. Ma la vera novità è costituita dalla presenza di un allevamento di api, ospitate in una serie di arnie, protette alla vista da un ombreggiante.

Il progetto “Orti, arte e tempo al centro dell’azione partecipata” è finanziato dalla regione Umbria con risorse stanziate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell’ambito dell’Avviso Pubblico per il finanziamento di iniziative e progetti di rilevanza regionale, ai sensi e per gli effetti del DL n° 117 del 2018. Soldi pubblici, insomma, che sembrano ben spesi.

La “sgreppata” mostra qualche albero da frutto (noci, ficaie) e diversi ortaggi in crescita. Le api, invero, non sono molte “causa la siccità di quest’anno e la conseguente carenza di pollini”, spiega un esperto.

Ma non saranno pericolose colonie di api così vicine alla strada e all’abitato?

“L’importante è non avvicinarsi senza protezione. Le api, se non infastidite, non attaccano. C’è poi da considerare che saranno tutte protese verso la gola in basso, in cerca di fiori, non certamente verso il muro dell’antica fortezza di Porta Sole e la zona del Borgo, dove non troverebbero alimento”, tranquillizza l’esperto.

Il laboratorio didattico di apicoltura sociale è iscritto all’Anagrafe apistica nazionale. Risulta ben segnalato e un cartello avvisa su quale sia il punto di sicurezza, oltre il quale è inopportuno spingersi.

All’iniziativa – oltre a Porta Pesa e Borgo S. Antonio – hanno aderito anche le associazioni Borgo Bello e Porta Eburnea. 

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