Bellezza e solidarietà, Oliviero Toscani e padre Enzo Fortunato all'evento organizzato da Polis

Per il fotografo bisogna contrapporre la bellezza all'osceno,mentre il religioso invita ad essere “geni nel costruire e ad aprire nuovi sentieri nella bellezza come Francesco che non ha calcato sentieri già tracciati”

La cooperativa sociale Polis, per il secondo anno protagonista ad Expo Casa nello spazio di Piazza Tecla, ha promosso un incontro per parlare di architettura, bellezza e progettazione solidale. L’incontro dal titolo “Piccole utopie, solidarietà e/è bellezza” ha visto come protagonisti finali due personaggi che trattano di bellezza con occhi diversi: Oliviero Toscani e padre Enzo Fortunato.

“I grandi maestri hanno pazienza, io non ce l’ho. Così ho smesso di insegnare. Adesso riprendo a Perugia (oggi ha tenuto una lezione ad Ingegneria dove sarà docente, ndr). Parlo da fotografo, con l’occhio di chi guarda e critica. La cosa più difficile da fare in Italia e far capire cosa è bello. Venendo in Umbria per strada mi domandavo che fine ha fatto Ambrogio Lorenzetti (anche se si parla di Siena, ndr) e il Buon Governo? Come abbiamo fatto a ridurci così? Cosa è successo al Belpaese? - ha detto il fotografo Toscani - Sarebbe bello arrivare ad un giorno in cui non abbiamo più nulla di cui parlare relativo alla brutta architettura. Invece abbiamo troppi esempi di brutta architettura. Dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi abbiamo un tasso altissimo di brutture. Dalle università escono tanti architetti e progettisti eppure ancora si realizzano brutte cose, questo è collaborazionismo con la bruttura. Sarà perché gli architetti costruiscono il 4% delle cose in Italia, il resto è fatto dai geometri? Nessuno dei quali passerà alla storia per aver realizzato qualcosa di bello”.

Per Toscani è incomprensibile come “500 anni fa Brunelleschi fece la cupola di Santa Maria in Fiore, la più pazza idea architettonica di sempre per materiali e progettazione . Quelli eravamo noi, adesso sembra tutto sparito, tranne solo piccoli esempi minoritati che non rispecchiano più la nostra cultura. Manca l’educazione, il buon gusto, la prospettiva politica per fare buona architettura – dice Toscani - Un sindaco che dice non mi intendo di architettura e non posso giudicare progetti è assurdo, deve capire se un progetto è brutto e osceno”.

Padre Enzo Fortunato ritiene che sia necessario “riflettere sulle case, sulle costruzioni, su quelli che ci hanno preceduto per contrastare le insensatezze del mondo e della ragione, che a volte si traducono in costruzioni che crollano, in accattonaggio mentale – ha detto il portavoce del Sacro Convento - Costruzioni che abbruttiscono il mondo, mentre la nostra missione è di abbellirlo. Fomentare un’Italia bella e inclusiva che mostri il volto nobile delle sue radici. Un frammento ce l’abbiamo ad Assisi, la Basilica, pensata per aiutare l’uomo a fare ammenda della sua vita in quella Infriore, a chinarsi sulla sua coscienza, e il romanico ti invita ad inchinarti. Nella basilica Superiore, invece, si nota l’affinarsi delle pareti, il fulgore dei colori dal blu notte dell’Inferiore al colorismo della Superiore, ad indicare che la persona è chiamata ad elevarsi, esplodere, essere estroversa, affinare l’anima verso il cielo”.

Poi il ricordo della visita di Bruce Springsteen, di notte, che fa affermare al cantante: “è affrescata con i colori della Resurrezione”. E l’invito ad essere “geni nel costruire e ad aprire nuovi sentieri nella bellezza come Francesco che non ha calcato sentieri già tracciati”.

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