Minimetrò e Torzone, Angelo Buonumori incoronato col premio Minerva Etrusca

Ma il riconoscimento non è per la trovata pubblicitaria, bensì per la sua attività artistica ininterrotta

Uno scatto autoironico di Angelo Buonumori (foto di Rino Di Mario)

Incoronato col premio Minerva Etrusca Angelo Buonumori, l’inventore del “torzone”. Ma il riconoscimento non è per la trovata pubblicitaria, bensì per la sua attività artistica ininterrotta (lo conosco da una vita e ha sempre disegnato). Tanto per ricordare qualche passaggio: nel 1976 espone, per la sua seconda personale, nelle sale del “Grifo e del Leone” del Palazzo Comunale di Perugia.

Nel 1977 viene invitato ad esporre a Genova nelle sale di Palazzo Cattaneo Adorno. Nel 2006 torna ad esporre a Perugia alla Rocca Paolina, nelle Sale della Cannoniera, con una mostra dal titolo “Acronimi ritratti” (uno degli effigiati è anche il sottoscritto). Nel 2007, alcune sue opere sono esposte nella rassegna “Umbria, terra di maestri” a Spello (PG), Villa Fidelia e nella collettiva “Amori imperfetti” alla Galleria Jerico di Perugia. Del 2008 è la sua personale “E/Affetti Personali” al circolo culturale “L’Officina” di Perugia. Dell’anno 2013, è la personale “Profili InVersi” presso la Galleria Artemìsia di Perugia.

La sua recente mostra “Ierofania”, a San Bevignate, con opere di pura luce “che parla”, ha riscosso unanimi consensi. D’altronde, la formazione di Buonumori passa per l'Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” e per una pluridecennale attività che va dal visual design alla grafica pubblicitaria. Insomma: ha percorso di pari passo il segmento della ricerca figurativa e quello dell'art direction pubblicitaria.

Sul versante del design è stato negli anni Direttore Creativo di alcune importanti griffe internazionali del settore della moda. Ha dato vita ad una propria agenzia di design e comunicazione. Molte imprese italiane di vari settori si sono avvalse della sua collaborazione e molti marchi presenti sul mercato sono frutto della sua creatività. È docente di “Design della comunicazione” e “Elaborazione Grafica Digitale” presso la Laurea Magistrale in Tecnica Pubblicitaria (ComPU) all’Università per Stranieri di Perugia. A Solomeo gli ha consegnato il premio l’amico, artista poliedrico e scenografo, Fabrizio Fabbroni.

Jean Luc Bertoni, patròn dell’Associazione, lo ha definito “architetto dell’arte” e Angelo ha ricordato un suo esperimento, effettuato nel 1971, con la complicità dell’amico Gianni Sani. Recentemente è stata presentata una plaquette (nella quale ha scritto un ricordo dell’epoca l’Inviato Cittadino) e si è capito quanto Buonumori anticipasse tendenze con un quarantennio di distacco dai suoi epigoni. Allora si effettuò il primo esperimento di chiusura del centro storico al traffico veicolare e Buonumori spalmò per corso Vannucci, piazza della Repubblica e adiacenze il famoso “serpentone”, un lungo tubo entroilluminato. Allora non c’erano led e altre diavolerie e quel tentativo ebbe carattere di eccezionalità. “Allora ci presero per scemi”, ha detto Angelo a Solomeo, riferendosi alla stravaganza di quell’installazione.

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Ma oggi tutti riconoscono a Buonumori una creatività inesausta che lo rende ancora protagonista del mondo dell’arte e della comunicazione. E questo premio ne è la prova provata. Bravo, Angelo.

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