Ennio Cricco è tornato nella sua Magione. L'omaggio del Comune e degli amici del Dónca

E' stato sepolto accanto alle ceneri della moglie... uniti oltre la vita

Ennio Cricco è tornato nella sua Magione, accanto alle ceneri della moglie Rossana... uniti oltre la vita. Traduttore di Dante e Michelangelo, di Boccaccio e San Francesco, di Machiavelli, Luigi da Porto e di Esopo… in lingua perugina, Ennio è stato protagonista della vita culturale magionese e bolzanina. Lo ricorda, in un’appassionata testimonianza, l’ex allievo Alberto Stenico. Lo onoriamo insieme al Comune di Magione, che (sindaco Massimo Alunni Proietti) gli conferì la cittadinanza onoraria, mentre il Comune della Vetusta lo omaggiò (assessore Andrea Cernicchi) col Grifo della peruginità. Le sue opere resteranno ben oltre la durata dell’avventura terrena: traduzioni, poesie, affabulazioni sulla vita e i costumi di un tempo, avventure di guerra e di pace, memorie di amici e familiari, di luoghi e consuetudini.

Ennio era nato a Bolzano per errore, in quanto la mamma sarebbe tornata a partorire nella natia Magione. “Ma avevo fretta di venire al mondo e feci lo scherzo di nascere settimino”, raccontava. Aggiungeva: “In famiglia, quando si parlava di andare a Magione, si diceva “gin al paese/artornano/gin giù/argino”: un miracolo di sintesi per dare sfogo al desiderio struggente di tornare al luogo d’origine, lasciando momentaneamente le terre ‘redente’ dove, nel primo dopoguerra, ci avevano inviato a vivere da stranieri, tra lingue e costumi sconosciuti”. 

Già, perché il padre ferroviere era stato trasferito lassù per tingere di italianità una popolazione che si sentiva troppo “tedesca”. Ma il cuore e la mente erano sempre legati a Magione, alla terra dei padri, la cui identità linguistica e antropologica Ennio volle sempre onorare con le opere e con la vita. Oggi è tornato, in una piccola urna cineraria, nel cimitero dell’antica Pian del Carmine. C’erano ad attenderlo gli amici di sempre, giovani e meno giovani. C’era il sindaco Giacomo Chiodini, l’assessore Vanni Ruggeri, l’ex sindaco Massimo Alunni Proietti, Luigi Bufoli, gli attori del Trio Perugino del Dónca, Leandro Corbucci e Gian Franco Zampetti. 

E l’Inviato Cittadino che ha coordinato gli interventi, numerosi e appassionati. Sono state lette delle poesie, è stata ricordata l’amicizia e la collaborazione col sottoscritto che di Ennio curò l’opera omnia e le due ultime pubblicazioni (il “Dante perugino” e il “Michelangelo perugino”, presentato con successo al Festival delle Corrispondenze di Monte del Lago). Ennio aveva scritto (parafrasando Kipling, poeta indiano di età vittoriana): “Dice che n òmo per fa l zu dovere / ntó ste mondo avrìa da / lassà tre ccose prima de murì: / n fiòlo, na pianta piantata/ e n libbro scritto… Chi pòl esse siguro d’avé fatto proprio l zu dovere / e de sperà de vive n antro tantino dóppo /d’èsse gito ai cipressette?”. Dubbio risolto: Ennio Cricco vivrà attraverso le sue opere. Ed è tornato a Magione, come “i sua” che “mòrzero lontane dal lor paese; / ma benzì, almen da morte, / a la Magione cì’ènn artornate”. Ciao Ennio, che la terra ti sia lieve.
 

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