Il Love Film Festival di Perugia sarà gemellato col Premio delle Nazioni di Taormina

Il Love Film Festival sarà gemellato col Premio delle Nazioni di Taormina, che mette in vetrina il meglio di cinema, musica, teatro, televisione

Il Love Film Festival sarà gemellato col Premio delle Nazioni di Taormina, che mette in vetrina il meglio di cinema, musica, teatro, televisione. Quel prestigioso Festival di eco internazionale, voluto dal padre dei critici di cinema, Gian Luigi Rondi, è giunto alla seconda “riedizione”, ripartendo, nel 2017, grazie ad Agnus Dei di Tiziana Rocca e a evenTao di Michel Curatolo.

A dare la notizia, lo stesso Michel Curatolo, ospite del collega Daniele Corvi alla quarta edizione della kermesse perugina che abbina cinema, libri, cultura, matura socialità e intensa partecipazione. “La prossima edizione – dice Curatolo – prevede gli “Stati Generali contro la violenza sulle donne” e mi fa piacere collaborare col LFF dell’amico Corvi”. Aggiunge la notizia, veramente stupefacente, che le donne vittime di violenza sono in numero superiore alle persone che cadono sotto i colpi della mafia. Perché un festival cinematografico deve essere attento anche ai fenomeni sociali devastanti, come quello del sangue delle donne.

Alla Vaccara, il sindaco Romizi promette un appoggio ancora più marcato e s’impegna a lavorare, d’intesa con la Regione, a mettere in campo risorse per la creazione di una Film Commission che assecondi la produzione cinematografica nella Vetusta. “C’è strada da fare – sottolinea Corvi - e impegno da spendere. Ma, con calma e volontà, tutto tenderà al meglio”. Lo dimostra il crescendo rossiniano di questa edizione. Poi cita l’esempio del suggerimento di Paolo Genovese che gli ha consigliato: “Metti un tappeto rosso, red carpet, sulla scalinata dei Notari”. “Ma la Soprintendenza non lo permetterebbe!”, la risposta. “E tu mettilo ugualmente”, la chiusa del regista di “The place”, premiato col Grifone d’Oro.

Per parte sua, la senatrice siciliana Urania Giulia Papatheu, cita Francesco, “giullare di Dio”, per giungere ai moderni giullari della comunicazione, attori e gente del mondo artistico. Poi invoca la proposizione di modelli eticamente validi e socialmente educativi, contro i miti del facile successo e della droga mediatica. Aggiunge che tali parametri “dovrebbero” incarnarsi nella forza paradigmatica del comportamento dei politici. Un esempio concreto – riflette l’Inviato Cittadino – della distanza tra “essere” e “dover essere”.

L’incontro si chiude con omaggi e saluti degli attori di “Sacrificio d’amore”. Francesca Valtorta ringrazia per il Grifone, primo “mattoncino”, dopo 10 anni di lavoro, per la costruzione di una carriera che le auguriamo lunga e gratificante, ampiamente meritata in ragione delle sue doti professionali e umane. I colleghi Luca Bastianello e Giorgio Lupano lodano Perugia, culturalmente vivace, accogliente e bellissima. Avremo modo di rivederli al Morlacchi, si spera.

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