Università di Perugia, Laurea Honoris Causa all'inventore che ha rivoluzionato il mondo dei motori

Un grande riconoscimento da parte della nostra Università all’inventore Mario Ricco, inventore del motore Common Rail. L’Ateneo di Perugia ha conferito a Ricco la Laurea Magistrale Honoris Causa

L’Università degli Studi di Perugia ha conferito, in un’Aula Magna gremita, la Laurea Magistrale Honoris Causa in Ingegneria Meccanica a Mario Ricco, figura di rilievo nello sviluppo e nell’applicazione di tecnologie abilitanti nel settore industriale per oltre mezzo secolo, inventore, fra l’altro, del Common Rail. La cerimonia si è svolta secondo la Formula ad conferendum Doctoratum Honoris Causa in Almo Studio Generali Perusino ad Instra Moris Saec.XVI, antico cerimoniale in lingua latina ripreso e riadattato dal Rettore Giuseppe Ermini; presenti in Aula Magna anche studenti di scuole perugine.

In apertura, il Magnifico Rettore Franco Moriconi ha fatto il suo ingresso solenne in Aula Magna insieme ai dieci componenti della Commissione di Laurea, al ‘laureando’ Mario Ricco e al Promotore del riconoscimento Carlo Nazareno Grimaldi; il Coro dell’Università degli Studi di Perugia, diretto dal Maestro Salvatore Silivestro, ha intonato l’Inno dello Studium Perusinum. 

Il professor Grimaldi, Presidente del Consiglio di Intercorso di laurea di Ingegneria Meccanica dell'Ateneo, ha poi pronunciato la laudatio dal titolo “Il sistema di iniezione Common Rail: l'invenzione che ha rivoluzionato il mondo dei motori", evidenziando le motivazioni che hanno spinto l’Ateneo perugino a conferire la laurea honoris causa.

“È nel periodo che va dal 1989 al 1993 che il Dott. Mario Ricco, in qualità di Direttore della Ricerca e Sviluppo presso il Centro di Ricerca ELASIS di Bari (Gruppo FIAT) ha concepito e sviluppato l'architettura dei componenti fondamentali del sistema di iniezione Common Rail per motori a ciclo Diesel – ha detto il professor Grimaldi -. Questo sistema rappresenta uno dei risultati tecnologici più innovativi e rivoluzionari degli ultimi decenni in ambito Automotive, e, in senso più ampio, nell'ambito dell'ingegneria industriale. Nel giro di pochissimi anni il sistema, di cui FIAT cede a Bosch i brevetti per l’industrializzazione e la produzione – ha aggiunto -, si impone praticamente nella totalità delle motorizzazioni non solo automotive, ma anche per il trasporto leggero e pesante, ed infine negli impianti stazionari per la generazione di energia, come per il trasporto navale. Fin dalla sua presentazione – ha spiegato il Promotore evidenziando l’attività di ricerca svolta all’Ateneo di Perugia su quanto inventato da Mario Ricco -, il sistema Common Rail è stato studiato da parte di ricercatori di tutto il mondo. In particolare, a Perugia, presso il Dipartimento di Ingegneria, sono state e sono sviluppate numerose analisi, con approccio sia sperimentale, sia di simulazione numerica. Alcuni esempi: nella nostra Sala Prova Motori, lo studio di propulsori con sistema Common Rail, alimentati con biodiesel di diversa origine, ha fornito risultati che ne hanno confermato la possibilità di utilizzo anche con questo tipo di combustibile; il Prof. Postrioti ha analizzato le caratteristiche di conformazione del getto da iniettori Common Rail con sistemi di velocimetria laser; il Prof. Battistoni ed il Prof. Mariani hanno sviluppato modelli numerici per la simulazione fluidodinamica dei getti di combustibile. L’invenzione del sistema di iniezione Common Rail da parte del Dott. Mario Ricco – ha poi concluso il Promotore -  ha senza dubbio rappresentato e rappresenta uno dei più proficui risultati nell’ambito dell’ingegneria meccanica degli ultimi decenni”.

 
Ha fatto seguito la lectio magistralis di Mario Ricco sul tema “L'invenzione del Common Rail: una storia italiana di successo". Il sistema di iniezione elettronico Common Rail, negli anni ’80 del XX secolo, dava la possibilità di rendere indipendenti le variabili pressione di iniezione del combustibile e fasatura della iniezione, abilitando iniezioni multiple per ciclo di combustione – ha evidenziato, con passione, Mario Ricco -. Il dosaggio del combustibile non era più funzione della cilindrata variabile della pompa di iniezione bensì delle variabili pressione e tempo di attuazione dell’elettroiniettore. Questa soluzione semplificava la complessità della pompa e diminuiva la potenza richiesta per la sua attuazione, accentrando nell’elettroiniettore le funzioni di dosaggio del carburante e fasatura dell’iniezione, precedentemente demandate alla pompa –ha aggiunto -. 

Questa strategia di dosaggio ha garantito elevata precisione in tutto il campo operativo del motore, dal minimo a vuoto a piena potenza. L’impianto di iniezione CR è stato e sarà garanzia della sopravvivenza del motore a ciclo Diesel anche dopo l’introduzione delle normative in materia di impatto ambientale, destinate ad essere sempre più severe nel tempo – ha concluso Ricco, visbilmente commosso -. Ciò perché questo sistema permette l’utilizzo di strategie molto efficaci nell’abbattere le componenti nocive dei gas di scarico.

 Successivamente, la Commissione di Laurea - presieduta dal Rettore Moriconi e composta dai professori Giuseppe Saccomandi, Claudio Braccesi, Ermanno Cardelli, Paolo Conti, Francesco Mariani, Edvige Pucci, Federico Rossi, Paolo Valigi, Michele Battistoni, Lucio Postrioti - si è espressa favorevolmente sul conferimento della Laurea votando e inserendo nell’urna fave bianche in segno di assenso.

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