INVIATO CITTADINO Che fine ha fatto la gabbia di via della Gabbia?

Sul piano della suggestione e della curiosità di turisti e di perugini, quell’oggetto aveva un senso. Averlo tolto non è stata una decisione saggia

Ma che fine ha fatto la gabbia di via della Gabbia? Lo chiede una lettrice indicando una pista di lavoro. Il toponimo è legato al fatto che alla parete, su questo lato del Palazzo dei Priori, era appesa una gabbia che si calava a terra con una carrucola. Al suo interno veniva posto qualche prigioniero delle sottostanti carceri per esporlo al pubblico ludibrio, ma anche al lancio di sassi e contumelie da parte del popolino. Le cronache raccontano episodi di lunga esposizione di prigionieri, coi rigori dell’inverno, tanto da farli morire di freddo.

Pare che la gabbia di tortura fosse posta fra l’imbocco della strada dal lato piazza Grande, fino a poco prima dell’inizio della torre di Madonna Dialdana, struttura incorporata nel palazzo comunale che, com’è noto, dovette espandersi per ampliamenti successivi.

Chi scrive ricorda che, da ragazzino, si soffermava a guardare la gabbia qui appesa, fantasticando sul passato di Perugia. Doveva trattarsi – in tutta evidenza – di un manufatto, frutto di un rifacimento contemporaneo, ma aveva comunque il suo fascino.

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Poi, non si sa bene quando e perché, la gabbia fu tolta e messa chissà dove. Ed è un peccato perché, sebbene tarocca, serviva a ricordare la storia cittadina, magari crudele, ma vera espressione della crudelitas perusina. Ricordo che qualcosa del genere stava appeso alla torre di Corciano, ma anche da lì quell’oggetto è stato rimosso. Sul piano della suggestione e della curiosità di turisti e di perugini, quell’oggetto aveva un senso. Averlo tolto non è stata una decisione saggia.

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