INVIATO CITTADINO Sogno d'Artista sulla Fontana Maggiore, il racconto di un capolavoro

L’iniziativa muove dall’evento “L’occhio della mente” in cui l’artista perugina Giovanna Crescini, ormai savonese d’adozione, interpretò i 25 specchi del bacino inferiore, per complessivi 50 bassorilievi

Si realizza, al Sansalù, il progetto “Sogno d’Artista” articolato intorno alla Fontana Maggiore. Cinquanta formelle, un pannello e una duplice sfera per raccontare un capolavoro dell’arte e della cultura medievale.

L’iniziativa muove dall’evento “L’occhio della mente” in cui l’artista perugina Giovanna Crescini, ormai savonese d’adozione, interpretò i 25 specchi del bacino inferiore, per complessivi 50 bassorilievi.

Giovanna, diplomatasi all’Istituto d’Arte “Bernardino di Betto” nel 1962, ha fatto tesoro della lezione di grandi maestri: Giovanni Bartoloni, Armando Biselli, Walter Briziarelli, Giovanni Dragoni, Dante Filippucci, Marisa Piselli, Pietro Scarpellini e Gerardo Dottori. Disegnatrice, grafica pubblicitaria, ceramista, pittrice nelle tecniche più varie, storica e critica, Giovanna eccelle in campi assai diversi.

Con questa dote in scarsella, ha affrontato un progetto sui cui esiti “era follia sperar”. Ha anche effigiato le Portatrici d’acqua e la coppa di Rosso Padellaro. Come pure un pannello in marmo e ceramica, con Leone e Grifo, con la complicità di un progetto amicale di grande impatto emotivo.

Il Sansalù di Borgo S. Antonio si conferma, dunque, come una dinamica officina di creatività. La mostra è corredata da un prezioso catalogo con affiancate le immagini delle formelle e delle sculture originali che si misurano con le realizzazioni ceramiche policrome, spesso impreziosite dall’oro.

Completa l’esposizione la doppia sfera in argilla, modellata dal Maestro Ylli Plaka, col manufatto esaltato dai vivaci cromatismi della Crescini.

La scenografia è arricchita dal movimento delle sfere con un effetto di rara suggestione e altissimo, lirico canto.

In catalogo anche la poesia, scritta dalla pittrice e grafica Valeria Bucefari, in onore della nostra Fontana. Vi si racconta la genesi dell’opera originale e la visione di Giovanna: “Lo sguardo di bambina, Giovanna osserva e vede / con gli occhi della mente le sogna, pensa e crede. / Conserva, quando pare, nascosti nel suo cuore / per questa sua città la nostalgia e l’amore. / Ed è col suo ritorno, matura e brava artista, / che accoglie in modo nuovo un’opera già vista /… / Perché se cogli l’essere con l’occhio della mente / è proprio all’imperfetto che il bello aspira e sente”.

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