INVIATO CITTADINO Cyberbullismo, i ragazzi gettano un ponte fra Cipro e Perugia

È stato piacevole e costruttivo quanto l’Inviato Cittadino ha avuto modo di verificare nella sede della pro Ponte di via Orazio Tramontani

Non muri, ma ponti… dice la Pro Ponte di Antonello Palmerini. Un ponte gettato fra Cipro e Perugia, nel quadro di un progetto europeo contro il cyberbullismo. L’anno scorso sono stati i ragazzi del Capitini (nomen omen) ad essere ospitati nell’isola dell’Egeo. Quest’anno è avvenuto il ricambio, accogliendo a Perugia gli studenti di tre licei e una scuola serale, con nazionalità turca, rumena, cipriota…

Il tema del cyberbullismo è una realtà rappresentata, anche nel pieghevole di menù della serata, da disegni degli stessi alunni, impegnati nello stigmatizzare parole e comportamenti impregnati di razzismo e di sfottò. Sostituendo l’incomprensione con la collaborazione.

Durante la cena sono avvenuti vari step nel corso dei quali si sono presentati, con nome, cognome e Paese d’origine, dei giovani positivamente emozionati nello stare fianco a fianco con compagni che hanno avuto modo di conoscere nel corso di questa esperienza. Lo stesso hanno fatto i loro professori. I più emozionati erano proprio i nostri ragazzi del Capitini, che si sentivano caricati della responsabilità di accogliere degnamente gli ospiti. Gli stessi studenti hanno progettato e realizzato il logo del progetto e la locandina informativa.

Quali i frutti di queste relazioni? Compito dei ragazzi del Capitini: la redazione di un calendario 2019, di taglio monografico, imperniato sul bullismo. Il prodotto in cartaceo verrà tradotto nel moderno esperanto della lingua inglese e distribuito in tutte le scuole che hanno aderito al progetto. Grande soddisfazione espressa dal dirigente del Capitini Silvio Improta, dalle docenti Rosa Coppola e, in privati colloqui, dalle professoresse Cinzia Spogli e Filitsa Filippou.

È stato piacevole e costruttivo quanto l’Inviato Cittadino ha avuto modo di verificare nella sede della pro Ponte di via Orazio Tramontani. Associazione che conferma la propria vocazione verso forme di cultura e matura socialità che vedono anche nel momento conviviale un’opportunità di positivo confronto.

Insomma: è intriso di forti valori pedagogici un progetto che intende gettare la rete per catturare valori. Una rete che ha coinvolto studenti, docenti e familiari dei giovani. Perché il generico “fare rete” non avvenga solo attraverso la “rete” del web, ma si crei una “rete in presenza”, fatta di uomini e di donne, animati dal comune desiderio di stabilire relazioni sotto il segno della cultura e della collaborazione. Nel nome di valori autentici che sostituiscano i disvalori correnti e corrivi.

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