INVIATO CITTADINO Benvenuti nel Grottino di Italo: "Un paradiso"

Si tratta di una postierla-budello, risalente al III secolo avanti Cristo, si snoda a lato del torrione di sinistra dell’Arco Etrusco

Una postierla-budello, risalente al III secolo avanti Cristo, si snoda a lato del torrione di sinistra dell’Arco Etrusco e diventa… il Grottino di Italo. Parliamo di Italo Lorenzini, tuderte di nascita, perugino di persuasa adozione. Tanto da essere ormai considerato il “custode” della piaggia di San Fortunato, all’inizio della quale risiede, nella parte intermedia di via Bartolo. È lui che ha messo a dimora fiori e piantine, che innaffia e pulisce. Italo va in giro con un apetto, accompagnato dai due cani, uno dei quali (Francesco) è il solo cane al mondo a… conoscere l’orologio (lo porta alla zampina e, quando suona mezzogiorno, torna a casa a mangiare).

Questo corridoio formato da massi di travertino, inseriti nello scavo del mandorlato perugino, è un camminamento che sbuca all’interno della Soprintendenza (il cui accesso è tutelato da una porta blindata). Vi erano un tempo contenuti scope di saggina e materiali di pulizia, anche al servizio dell’adiacente Fonte Tezia.

Italo, sempre volenteroso e disponibile, ne ha ottenuto la “gestione”: insomma le chiavi. Il suo primo atto è stato quello di ripulirlo e renderlo praticabile, almeno fino a un certo punto.

Dice: “Per spianarne il pavimento, vi ho riportato un metro e venti centimetri di materiali, fra sabbia e breccino. E non ho chiesto un centesimo a nessuno”.

Sulle pareti ha realizzato delle opere d’arte un po’ naïf: una faccia umanoide e dei serpenti. Poi vi ha portato delle lampadine alimentate a batterie, un paio di mobiletti. Ne ha fatto, insomma, un luogo quasi accogliente.

Passando e vedendo la porta aperta, diverse persone si sono affacciate a curiosare. Lui, ospitalissimo e orgoglioso del suo “lavoro”, mostra le migliorie apportate.

Dice: “Questo posto è fresco d’estate e caldo d’inverno. Un paradiso”.

Qualcuno mugugna, ma Italo è un uomo buono e paziente. Dice di essere “amico” del sindaco e dei vigili urbani: anche della capitana. Chissà se i nostri antenati etruschi – il cui spirito aleggia fra i conci squadrati e i grezzi pietroni di travertino – vedranno di buon occhio la “trasformazione”. L’Inviato Cittadino crede di sì. 

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