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Inchiesta sanità - Cgil Umbria: "Da subito giudizio severo su illegalità diffusa"

Il sindacato interviene sulle polemiche scattate dopo le prime notizie sull'inchiesta che ha travolto la Regione e la sanità regionale

La Cgil Umbria, con tutte le sue strutture, ha espresso, dal primo momento, un severo giudizio di fronte all'illegalità diffusa che sembra emergere dall’inchiesta sulla sanità. Come affermato dal nostro segretario generale, la magistratura deve fare la sua parte fino in fondo e quello che non funziona va affrontato.

In relazione all'inchiesta giudiziaria in corso, rendiamo noto che il compagno Angelo Scatena, seppure non indagato, né raggiunto da alcuna comunicazione da parte dell'autorità giudiziaria, si è auto-sospeso dall'incarico di segretario della Fp Cgil di Perugia, a massima tutela della nostra organizzazione. Teniamo a sottolineare che l’onestà e la professionalità del personale dell'ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia è stata dimostrata nel corso degli anni, raggiungendo risultati importanti nella tutela della salute delle persone.

Per la Cgil, dunque, le inchieste in corso non devono oscurare il buon operato di medici, infermieri e personale amministrativo, il cui obiettivo è e resta la salute dei pazienti. i cittadini e le cittadine dell’Umbria sono quotidianamente preoccupati per una situazione regionale molto difficile: la ricostruzione post-sisma che non parte, le infrastrutture bloccate, il futuro di molte aziende incerto e, più in generale, per il lavoro che non c’è.

La Cgil, consapevole delle responsabilità che i corpi sociali devono assumersi in queste situazioni, si impegnerà come sempre affinché gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori, delle cittadine e dei cittadini dell’Umbria siano rispettati e perseguiti.

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