Quando Cicciolina girava per il centro di Perugia mostrando le sue grazie ai passanti

Erano i tempi eroici (ed “erotici”) di Tele AIA. La Staller lo faceva per corso Vannucci e in altri luoghi d’eccellenza

Quando Cicciolina girava per l’acropoli mostrando le sue grazie agli attoniti passanti. Erano i tempi eroici (ed “erotici”) di Tele AIA.

Lo ricorda lo storico del cinema e dello spettacolo Fabio Melelli, sicuro punto di riferimento in termini di informazione su tutto quanto fa spettacolo.

In tema, Melelli fa coppia con quel genio di Michele Patucca che lavora da tempo a un progetto ambizioso per salvare dalla dispersione migliaia di ore di trasmissione di Tele Aia. Registrazioni che tastano il polso alla peruginità e offrono uno spaccato storico-antropologico su mode e modi d’antan, fuori e dentro le mura della Vetusta.

Melelli intervista il fondatore e patròn di questa tele visione privata perugina, Enrico Bonelli, il quale ricorda come, in uno dei suoi spazi pubblicitari, ingaggiò la giovane Ilona Staller, in arte Cicciolina, che turbò i sogni degli italiani con le sue performance erotiche o anche con le semplici pepatissime allusioni. Faceva radio, ma si esibiva anche in locali e club con prestazioni assai provocatorie.

Si trattava di fare pubblicità all’azienda di Riziero Giovannini, titolare di un allevamento di pulcini. La Staller fu ingaggiata, al costo di 100 mila lire, attraverso l’agenzia Diva Futura di Riccardo Schicchi, che aveva in scuderia anche Moana Pozzi e altre note pornodive.

La Staller (che nel 1987 sarebbe anche stata eletta al parlamento tra le file dei Radicali di Pannella) non aveva alcun imbarazzo a mostrare le proprie nudità. E lo faceva per corso Vannucci e in altri luoghi d’eccellenza. La scena consisteva in un rifornimento di becchime a favore dei pulcini. Ma la mise era provocatoria: abiti trasparenti e “non uso” della biancheria intima. E ben diverso era il “becchime” che la procace artista intendeva allusivamente promettere, e offrire in vista, ai suoi seguaci.

Racconta Bonelli che, a valle dell’Arco Etrusco, un barbone steso a terra, nel vedere le grazie della Staller, ebbe uno sturbo.

Ovviamente – dati i tempi - Bonelli ricevette una serie di denunce e solo l’intervento di uno stuolo di valenti avvocati lo salvò dal carcere: le pene furono comminate, ma non applicate.

Le prestazioni artistiche della Staller si sarebbero ripetute in registrata, su Tele Aia, con la trasmissione “Le favole dell’insonnia”, trasmesse a tarda ora, per spettatori insonni e… curiosi. La performer ungherese attirava e seduceva i propri fan con richiami erotici, apostrofandoli col nomignolo di “cicciolini” (da qui il suo nome d’arte) ed esibendosi col suo serpente pitone e con attrezzature varie.

Tele AIA, poi venduta a Berlusconi, proponeva, a tarda ora, anche pellicole spinte, come la famosa “Deep throat”, film di genere proveniente dagli Stati Uniti, con la celebre Linda Lovelace. Il tutto, gabellato sotto l’alibi delle riflessioni para sociologiche di trend e costume.

Ora questo materiale passa per le mani del film maker e collezionista Michele Patucca che ci promette una sfiziosa anteprima.

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