Rifiuti, i sindaci di centrosinistra all'Auri: "No inceneritori, sì ad accordi con le altre Regioni per chiudere il ciclo"

Nel documento sottoscritto da 40 primicittadini anche l'impegno per tutelare il patrimonio idrico regionale

Oltre gli steccati degli schieramenti politici, collaborazione e due punti fermi: no agli inceneritori in Umbria, sì agli accordi interregionali per la chiusura del ciclo dei rifiuti, uso del Css (combustibile solido secondario) come ultimo rimedio.

Queste sono alcune tematiche a cuore delle amministrazioni di centrosinistra dell’Umbria sintetizzate in un documento condiviso da circa quaranta sindaci umbri, presentato nella prima riunione di insediamento dell’Auri, l’ente unico regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti e dei servizi idrici in Umbria, presieduto da Antonino Ruggiano (sindaco di Todi) e votato all’unanimità dall’assise.

Le proposte sono state illustrate alla stampa  da Giacomo Chiodini (sindaco di Magione e vice presidente Auri), Luciano Bacchetta (sindaco di Città di Castello e presidente della Provincia di Perugia), membri del consiglio direttivo di Auri, insieme a Flavio Gioia (primo cittadino di Arrone).

Entrando nel dettaglio dei punti, i sindaci chiedono "la chiusura del ciclo di rifiuti con accordi interregionali, finalizzati ad abbassare i costi, stabilizzare i flussi, evitare la saturazione dell'impiantistica umbra e scongiurare la realizzazione di un costoso, e superfluo, termovalorizzatore; Uso del Css come rimedio ultimo e in accordo con enti locali, che dovranno essere chiamati a fornire pareri obbligatori e vincolanti a riguardo; Tari, piani finanziari in riduzione, valutare come prioritario il contenimento dei costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, invertendo la tendenza ad aumentare il tributo con il rafforzamento della raccolta differenziata".

E ancora: "Salvaguardia dell'impiantistica, monitoraggi ambientali e discariche: monitorare gli impianti dal punto di vista ambientale ed investire costantemente nel loro aggiornamento tecnologico ed ambientale. Evitare ulteriori ampliamenti delle discariche esistenti minimizzando i conferimenti in favore di azioni di recupero di materia; Revisione del Piano regionale rifiuti: Necessità di aggiornare complessivamente il Piano innovandolo in alcune parti come la riduzione dei rifiuti alla fonte, introdurre centri recupero materiali, obbligo del compostaggio domestico per chi possiede orti o giardini, messa al bando della plastica monouso e delle bottiglie di plastica nelle mense pubbliche, tariffazione puntuale con premi per comportamenti virtuosi dei cittadini, incentivi alle riciclerei, introduzione di un osservatorio regionale sui rifiuti".

Per quanto riguarda la gestione del patrimonio idrico,  "promuovere e attivare azioni per l’eliminazione degli sprechi e la razionalizzazione dell’acqua potabile, attivando sistemi innovativi di uso dell’acqua e di sensibilizzazione pubblica sui temi del risparmio idrico. In questo contesto la gestione dell’acqua deve essere posta al centro della governance dell’Auri allo scopo di omogenizzare al ribasso le tariffe dei vari ambiti e di assicurare la gestione pubblica dell’acqua".

I sindaci presenti hanno tenuto a ringraziare pubblicamente il primo cittadino Christian Betti, il predecessore di Ruggiano nella presidenza dell’ente.

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