Storie e curiosità perugine: quel funambolo un po' "imbroglione" che riuscì in un'epica impresa in piazza IV Novembre

Arthur Stroschneider è stato il primo a cimentarsi in quella straordinaria performance a Perugia della passeggiata su un filo. Molto è stato scritto sull’epica impresa.. ecco qualche curiosità

La prossima esibizione (8 dicembre in piazza Grande) del funambolo Andrea Loreni fornisce l’occasione per richiamare un paio di risvolti su chi era veramente Arthur Stroschneider, il primo a cimentarsi in quella straordinaria performance della passeggiata su un filo, teso sopra piazza Grande. Molto è stato scritto sull’epica impresa del coraggioso triestino. Ma un paio di spigolature è il caso di aggiungerle.

La prima. Quel tizio era un imbroglione. Oltre al maggio 1911, sarebbe tornato ancora a Perugia otto anni dopo. Donò al Comune 421 lire (ricorda Giacomo Santucci nel suo “Mal di Perugia”) per l’invio al mare dei bambini scrofolosi (con le ghiandole linfatiche ingrossate). Ma in realtà quella somma era di molto inferiore a quella che avrebbe dovuto pagare per l’occupazione del suolo pubblico. Che non pagò.

Seconda furbata. Convinse i militi della Croce Bianca a raccogliere il denaro in piazza, coi loro bussolotti, ma non li pagò e si tenne il malloppo. Per intero.

La terza. Quel tizio era un fenomeno. Difatti non si limitò a percorrere quelle decine di insidiosi metri, ma (accompagnato dalla marcetta di un’orchestrina… non pagata) fingeva di cadere, eseguiva volteggi e si reggeva su un solo piede. Poi – cosa scoperta dall’amico Rino Fruttini sulla stampa locale – fece qualcosa di memorabile… di cui forse si pentì.

L’impresa irripetibile. Su una bicicletta senza gomme fece più volte il percorso e una volta, addirittura, si caricò sulle spalle uno studente fuori sede, dal nome di Mario Morosi. Costui faceva il precettore presso i marchesi Bourbon di Sorbello e si era offerto volontario per l’impresa. Compiuta dal mitico Arthur che forse aveva preteso troppo dal proprio fisico. La paura maggiore l’ebbe comunque lo studente.

Quarto mistero doloroso. Quel tipo finì male. Nel compiere lo stesso esercizio in un diverso contesto (e in un altro continente), Arturo precipitò tra i flutti impetuosi delle cascate del Niagara. E ci restò.

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