#FerroGommaShow - Regionale 22821: writers al potere

Come viaggiare attraverso la provincia perugina senza vederla

Regionale 22821; ovvero il Terontola – Perugia delle 18:56, svolto con materiale della ex Ferrovia Centrale Umbra, oggi BusItalia. Negli ultimi 3 anni è stato spesso al centro delle polemiche sollevate sia dalla politica e dai mezzi di informazione, che dai comuni cittadini mediante denunce e dibattiti virali sui social. “Puzzolente”, “vecchio”, “brutto”, sono solo alcuni degli aggettivi di volta in volta affibbiati a questo treno, che hanno campeggiato tanto in ardite considerazioni apparse sulla stampa locale, quanto in post sui social network. Eppure non mancherebbe tanto il valore dei mezzi, quanto la cura degli stessi per poter iniziare a fare la differenza.

I mezzi che operano su tale relazione non sono certo recenti. Stiamo parlando di automotrici a gasolio, modello Aln 776, risalenti alla fine degli anni 80, poi via via ammodernate durante il loro esercizio tra Umbria, Lazio, Abruzzo e Toscana. Queste automotrici furono concepite per collegare direttamente, e rapidamente, la sperduta provincia umbra, sia perugina, che ternana, con i due capoluoghi regionali, e per poter impegnare la linea Direttissima Alta Velocità, e quindi collegare ogni parte dell’Umbria con la capitale. Forti di velocità massime superiori a quelle di tutti i mezzi diesel del tempo, ed ancor oggi eguagliate da poche macchine in Italia, queste automotrici sono state essenzialmente tradite dal mancato rinnovamento dei comfort di bordo. Sebbene molte siano equipaggiate con climatizzatori fin dai primi anni 2000, questi dispositivi non sono operativi, poiché non interessati dalle operazioni di manutenzione.

Malgrado ciò, il comfort offerto ai passeggeri, seppur spartano, non è certo molto dissimile da quello offerto da altri rotabili facenti parte delle ex flotte di ferrovie concesse. Anzi, a livello nazionale, mezzi addirittura più datati, ed inferiori in fatto di prestazioni, si sono visti affidare, nel corso del 2017 – 2018, anche servizi Intercity lungo la ferrovia Ionica calabrese.

Assodato che non si può chiedere a questi mezzi l’impossibile, resta però aperta un’altra questione: perché uno dei treni strategici dell’Umbria, che la collega con la propria “porta” sul Nord Italia, si presenta perennemente vandalizzato? Da anni ormai il Regionale 22821 viene immancabilmente espletato con automotrici pesantemente deturpate dai “writers”, i sedicenti “artisti” che si esprimono danneggiando la pubblica proprietà. Chiaramente è un fenomeno di portata internazionale, ma in Umbria assume toni grotteschi in quanto, vuoi per mancanza di fondi, vuoi per altre mancanze, le nostre Aln 776 si presentano sempre con gli stessi graffiti ormai da diversi mesi, se non anni.

Potrebbe sembrare quasi una specie di resa, non solo nei confronti dei vandali, ma anche nei confronti del diritto dei passeggeri, e del personale, a viaggiare su treni che siano quanto meno dignitosi. Ovviamente ci si augura che non sia così. Ma il regolare perdurare di questa situazione di degrado rischia di far insorgere dei dubbi sulla reale determinazione ad assicurare un servizio dignitoso ai passeggeri, ed un luogo di lavoro decente al personale. In questo caso infatti i graffiti oscurano perfino le ampie vetrate, originariamente progettate per dare agli utenti un ambiente di viaggio luminoso, e quindi confortevole. Dai finestrini del 22821 non si vede niente. I vivaci colori dei graffiti, ormai stratificati l’uno sull’altro, offrono solo un cupo ambiente claustrofobico, buio, e dalle tinte inquietanti.

Questo è il biglietto da visita che l’Umbria offre sia a chi torna a casa dopo una giornata di lavoro, o di studio, ma, ahimè, anche ai tanti turisti che ogni anno vengono a visitare la Regione. Perché il regionale 22821 non è un treno qualsiasi. L’orario di partenza da Terontola è studiato per permettere la coincidenza con due treni veramente importanti per l’Umbria. Il primo è il Regionale Firenze – Chiusi, interessato sia dal pendolarismo degli umbri, che dai flussi turistici che lo scelgono quale collegamento sia in interscambio con i treni Alta Velocità, che tra l’aeroporto di Firenze e l’Umbria. L’altro treno invece è l’Intercity 595 Trieste Centrale – Roma Termini. Nel caso di questo treno valgono le medesime considerazioni del precedente, fatto salvo una minor presenza di pendolari umbri in favore di una maggior presenza di turisti e di clientela business.

Scesi da treni dotati di climatizzazione, e costituiti da materiale ben più confortevole e maderno, i passeggeri si ritrovano a salire su mezzi dove manca persino la possibilità di godere delle verdeggianti distese del territorio Corciano – Magione, e dei paesaggi del Trasimeno. Un bel biglietto da visita per l’Umbria, in parte compensato solo grazie ad un rinnovato interesse per la pulizia interna dei suoi treni, e soprattutto grazie al personale di bordo. Macchinisti e Capo Treni della ex Fcu, confluiti in BusItalia, restano infatti tra i più preparati a livello nazionale. Empatia, capacità e professionalità, sono le doti che fanno la differenza, sorrette da una grande passione e da un sincero attaccamento al proprio territorio.

Fortunatamente le cose potrebbero presto cambiare. Sembrerebbe infatti che la manutenzione e la pulizia esterna dei treni potrebbero a breve essere affidate all’impianto di Foligno. Se così fosse, ci si augura che questo cambiamento possa finalmente restituire dignità all’esperienza di viaggio sui treni della ex Fcu, ed in particolare sul regionale 22821. Poiché basterebbe veramente tanto poco per migliorare la situazione, e far percepire i mezzi in maniera meno datata ed inadeguata all’utenza: avere cioè treni puliti dentro e fuori.

In favore sia di questo assunto, che di BusItalia, non si può non ricordare che ad agosto 2018, in previsione cioè della riapertura di parte della ex rete sociale (Città di Castello - Perugia) di lì a pochi mesi, la maggior parte delle automotrici Aln 776 erano state oggetto di cure che le avevano riportate a condizioni quasi pari al nuovo. Fresche di vernice su telaio e carrozzeria, revisionate e pronte al servizio, durante i mesi di agosto e settembre hanno fatto bella mostra sul piazzale della stazione di Terni. Peccato che tutto il lavoro, e soprattutto, che tutti i soldi pubblici spesi, siano stati vanificati dal solito esercito di vandali.

Viste le esperienze passate in fatto di mezzi deturpati dai “writers”, forse sarebbe stato utile cercare di prevenire il ripetersi dei vandalismi. In mancanza di azioni volte a prevenire il danneggiamento dei mezzi, che si ripercuote sempre sulla qualità del servizio offerto ai passeggeri, non si può fare a meno di porre rimedio al danno ripulendo i mezzi in tempi ragionevoli. Ovviamente si auspica che presto la situazione venga finalmente normalizzata, e che i passeggeri possano tornare ad ammirare la provincia perugina, viaggiando su treni dignitosi, e che vestano le belle livree ad essi dedicate, invece di presentarsi imbrattati di una sozza manifestazione di disagio dei tempi moderni.

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