INVIATO CITTADINO Corso Garibaldi, Padre Fernando assediato dai criminali

Lunga vita a Fernando Sulpizi, per la sua testimonianza costante di cultura e di bontà. E per la fiducia che continua a nutrire in Dio e nell’uomo. Malgrado tutto

Padre Fernando, denunce su denunce, ma cosa può un povero prete contro la delinquenza che lo stringe d’assedio? Incontriamo padre Fernando Sulpizi in piazza dell’Università, alle 12:30. Lo salutiamo al solito modo amichevole: “Lode al maggior compositore vivente”. Risponde col sorriso. Poi la chiacchierata. “Padre Fernando da dove vieni?”. “Sono appena stato alla caserma Fortebraccio per denunciare quel fatto”. Il riferimento è ai cristalli fracassati della sua auto, parcheggiata davanti alla chiesa di S. Agostino.

“Ma non si diceva che quelli del Borgo avessero fatto una colletta per ripararla?”. “Sì, me l’hanno detto, ma nessuno mi ha contattato”. Poi le digressioni, il discorso a lui caro della musica. Fra parentesi, l’ultima opera di questo autorevole sacerdote agostiniano è una colossale composizione, di una quindicina di ciddì, ispirata alle “Confessioni” di Sant’Agostino. Il santo d’Ippona che costituisce il suo punto di riferimento culturale e spirituale.

Poi qualche chiacchiera e qualche ricordo. “Non ti chiamo, padre Fernando, per non disturbarti”. “Disturbami pure, tanto lo fanno anche gli altri”. La storia delle vessazioni che subisce con pazienza è interminabile. Ricordiamo insieme quando gli venne rubato il computer col lavoro di sei mesi di esercizi per pianoforte, pronti per finire in un libro.

All’epoca, espose in chiesa un pannello con gli scatti che effigiavano i ladri, peraltro suoi abituali postulanti. Me le mostrò personalmente. La conseguenza fu che padre Sulpizi fu ammonito perché le togliesse immediatamente, in quanto stava commettendo il reato di “violazione della privacy”. Inaudito! Ma Fernando, diligentemente, eseguì.

O quando alle due di notte, sentendo rumori, accese la luce e si ritrovò il ladro in camera. Costui (tutto vestito di nero, con una borsa scura, racconta il sacerdote) disse “Scusi, mi trovavo a passare per caso” (Fernando dorme al secondo piano) e se la svignò. Cose tutte da ridere, se non ci fosse da piangere.

Fernando Sulpizi, musicista di fama internazionale, teologo ed esorcista (anche se di questo parla poco) è stato uno dei punti di riferimento del famoso padre Amorth, che gli si rivolgeva per pareri e consulenze su casi complicati di possessione diabolica. Fernando aveva ideato un percorso di liberazione originale e profondo. Padre Fernando non lesina un consiglio, una parola di conforto, un’offerta. È per questa sua connaturata bontà che tutti ne approfittano. Salutandolo, gli dico: “Padre Fernando, tu non hai paura?”. “No – risponde – non mi hanno mai toccato. Vogliono solo i soldi”. Già: la gallina non si uccide, sennò smette di fare le uova.

Lunga vita a Fernando Sulpizi, per la sua testimonianza costante di cultura e di bontà. E per la fiducia che continua a nutrire in Dio e nell’uomo. Malgrado tutto.

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