Università al voto, Stanghellini: ripartiamo dai luoghi della didattica per un Ateneo internazionale, di ricerca e studio al servizio della comunità

La docente di Statistica presenta il suo programma per la candidatura a rettore: "Carriere trasparenti e percorsi chiari, così lo Studium diventa attraente per giovani motivati e protagonisti della sua crescita"

L'Università di Perugia è pronta per un rettore donna? "Sì". Qual è la prima che farebbe una volta eletta? "Mettere mano alle infrastrutture fisiche e non solo, ai lughi dell'Ateneo che hanno bisogno di essere adeguati alle attuali esigenze". Ma quello di Elena Stanghellini, docente di Statistica al dipartimento di Economia e Commercio e attuale delegata del rettore alle relazioni internazionali, non è una candidatura di "genere", ma di idee e progetti per il futuro dello Studium, un impegno che guarda alle competenze. 

Oggi, 5 marzo, ha presentato la sua candidatura a una corsa a cui hanno già ufficializzato la loro partecipazione Maurizio Oliviero, Paolo Elisei, Franco Cotana. 

"L'esperienza che si sta concludendo è sicuramente positiva - commenta - ora andiamo avanti puntato su nuovi obietivi che, procedendo per gradi, non è stato possibile portare avanti in passato". E quindi gli spazi didattici, che dovranno essere adeguati a un'attività "interattiva e innovativa" di ricerca e quindi "funzionali, accoglienti e riconoscibili". Restando in tema di didattica, l'orizzonte è quello internazionale: "La didattica dovrà essere innanzi tutto un sapiente esempio di contaminazione tra aree umanistiche e scientifiche. Alla didattica tradizionale sarà importante affiancarne una che si avvalga degli strumenti digitali" da cui la necessità di infrastrutture adeguate. E quindi l'avvio di percorsi per facilitare esperienze di studio e di stage all'estero, incrementando anche la didattica in inglese o altra lingua grazie con l'incremente dell'azione visiting professor. e di mobilità virtuale. 

Chiare le idee anche in materia di carriere e reclutamento: "La priorità è procedere con un'analisi delle criticità didattiche e di ricerca che sono sempre create a seguito del turn over e, a seguire, una pianificazione trasparente e adeguata in merito alle progressioni di carriera e al reclutamento di ricercatori. Fondamentale sarà l'attenzione alle attività di ricerca e di didattiche premianti per l'ateneo. In futuro, sarà fondamentale stabilire ex ante i percorsi accademici che dal dottorato arrivino, attraverso assegni di ricerca e posti da ricercatore di tipo A alla posizione di ricercatore di tipo B, garantendo ad ogni passo una selezione basata su criteri strettamente meritocratici. La definizione di regole certe permetterà di attrarre giovani determinati e motivati in grado di contribuire alla crescita dell'ateneo".

Tra i punti del programma anche quello che riguarda la comunicazione, "uno strumento strategico per incrementare la visibilità dell'Università, rafforzare la sua identità culturale e scientifica e consolidare il senso di fiducia". L'estrema eterogenità degli obiettivi comunicativi "ha portato a  una perda della visione d'insieme. Per questo ritengo necessario il rafforzamento dell'Area Comunicazione e la predisposizione di un piano strategico di comunicazione". 

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Nelle proposte della candidatura anche l'attenzione per l'ambiente e la sostenibilità, il potenziamento dei servizi agli studenti con agevolazioni per famiglie disagiate o con più di un figlio iscritto, per gi studenti meritevoli, e ancora azioni di orientamento per potenziare anche il rapporto con il mondo del lavoro. E il rafforzamento del ruollo della Scuola interdipertimentale di Medicina e Chirurgia anche come interfaccia con le istituzioni operanti in ambito sanitario. "In merito all'urgenza di sottoscrivere la convenzione attuativa del protocollo d'intea con la Regione, occorre istituire al più presto un tavolo di concertaxione a cui affidare il compito di cooperare con le competenti autorità statali e regionali alla definizione delle linee programmatiche". 

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