La Notte di Natale, il Cardinale ai fedeli: "Sulla Croce vediamo i fratelli disoccupati e oppressi: ma il presepe è la speranza..."

Celebrata dal cardinale Bassetti la messa della Notte di Natale nella cattedrale di San Lorenzo. Un pensiero speciale agli umbri dell'area terremotata ancora senza futuro a causa della burocrazia

ll vento gelido della Notte di Natale non ha scoraggiato i numerosi fedeli che hanno gremito la cattedrale di San Lorenzo di Perugia per prendere parte alla celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti. Nella sua omelia, che è anche il suo messaggio augurale natalizio rivolto alla città e alla comunità diocesana, il cardinale si è soffermato sul «mistero dell’incarnazione, che incanta e commuove gli uomini e le donne di ogni tempo e lascia a tutti la consapevolezza che ogni vita è degna di essere vissuta». I passaggi più importanti dell'omelia del cardinale. 

Il Bambino di Betlemme e il Crocifisso del Golgota.

«In Lui sofferente come Bambino e come Crocifisso, noi possiamo intravedere gli effetti spaventosi dei nostri peccati. Nel presepio vediamo bambini di tutto il mondo che piangono di fame e d’abbandono, di violenza e sopraffazione. Sulla croce vediamo poi i nostri fratelli disoccupati, taglieggiati, oppressi, vittime delle guerre fratricide, del terrorismo, della mafia, delle lotte per il potere, degli sfruttamenti economici… E tuttavia proprio dal Presepio e dal Calvario comincia la redenzione, giunge la risposta ai nostri interrogativi, s’avanza la Speranza…”».

Il Terremoto Centro Italia e tsunami in Indonesia.

Il pensiero del presule è andato anche alle popolazioni terremotate del Centro Italia e dello tsunami in Indonesia: «Motivo di angustia – ha commentato – sono ancora le precarie situazioni in cui si trovano i fratelli terremotati nelle zone dell’Appennino Umbro-Marchigiano, che attendono con ansia la ricostruzione delle loro case e dei loro paesi e l’inizio di una nuova vita. Accanto a loro anche le vittime e i superstiti del recente tsunami in Indonesia».

Non svendere mai la nostra identità cristiana.

Bassetti ha anche esortato i fedeli a non rinunciare alla propria identità e lo ha fatto con queste parole: «Il Natale cristiano viene a ricordarci che il nostro Dio è il Dio della vita, non della morte; dell’impegno, non della rassegnazione; della pace, non delle tensioni polemiche; della gioia, non dello sconforto senza speranza. Per questo sento di augurare alla comunità cristiana e alla più ampia società civile il coraggio di non arrendersi, di ricominciare ogni giorno con la fatica della ricerca, di affrontare la complessità della vita. Non vergogniamoci mai delle nostre radici umane e di fede. E non svendiamo mai la nostra identità cristiana».

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La nostra società sia una frontiera avanzata della pace.

Il cardinale ha concluso rivolgendo il suo «cordiale augurio di buon Natale, in particolare, a tutti coloro che soffrono nelle case, negli ospedali, nelle strutture di accoglienza, nelle carceri; a tutti i bambini, soprattutto quelli sfruttati; alle famiglie provate dal dolore; ai giovani in cerca di lavoro e di speranza; agli immigrati, che vanno considerati con il cuore del samaritano; agli ospiti permanenti e occasionali di questa nostra bella città; a tutti coloro che si trovano in servizio per garantire un decorso sereno della festa. Vada anche a tutte le autorità istituzionali, augurando loro di concorrere con una cordialità non formale alla sempre migliore conduzione del nostro vivere associato. L’umile, ma esigente Bambino di Betlemme, benedica tutti coloro che operano con retta intenzione, perché la nostra società sia una frontiera avanzata della pace: pace, che Dio stesso darà come dono a chi non lo esclude dalla propria vita»

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