PAROLA AL CITTADINO L'architetto urbanista Monella offe 7 consigli salva-Perugia al futuro sindaco

Consigli e richieste – al sindaco che verrà eletto, chiunque egli sia – su temi caldi che impattano sulla vita dei cittadini

Consigli e richieste – al sindaco che verrà eletto, chiunque egli sia – su temi caldi che impattano sulla vita dei cittadini. Mauro Monella propone temi e argomenti di riflessione. PREMESSA. Si ripropongono le solite annose esigenze irrisolte. Dice: “Ho dei sogni anch’io: sono quelli di ogni cittadino, Mi piacerebbe vederli una buona volta avverarsi”.

I HAVE A DREAM. Eccolo:
1. CANCELLARE la parola periferia. Mettere in luce le caratteristiche e le peculiarità dei
luoghi facendo di questi luoghi città “nella” città.
2. REALIZZARE un piano di edilizia residenziale che invogli almeno 100 famiglie a
ristabilirsi in ogni borgo della città storica.
3. ORGANIZZARE, mediante le risorse regionali per la formazione professionale, l’apertura
di 300 botteghe/scuola in centro storico.
4. REALIZZARE un moderno ed efficiente Ufficio Comunale al passo con i tempi, che
soddisfi con risposte efficaci e veloci qualsiasi istanza del cittadino.
5. SFOLTIRE la massa opprimente di regolamentazioni burocratiche al fine di poter evadere le
pratiche in tempi ragionevoli (15 giorni al massimo). Aumentare il lavoro di squadra.
6. ISTITUIRE un centro di assistenza tecnica, per le relazioni con il pubblico (da collocare al
piano terra della sede comunale) con il compito di interagire, orientare e assistere il cittadino
nello svolgimento delle varie istanze.
7. PUNTARE su un tavolo delle ISTITUZIONI efficiente e operativo, con fattivo
coordinamento tra le componenti pubbliche, per tornare all’intento di dare alla città la sua
vocazione di essere città
.

L’APPELLO. Signori candidati, noi CANDIDATI CITTADINI non vorremmo che si stia per aggiungere un altro vagone, pronto per essere agganciato al trenino dei mediocri slogan, riproposti fino alla nausea, che ci trascinano a un binario morto.

LA MESSA IN GUARDIA. Se non torniamo alla economia delle cose semplici, saremo sempre reclusi in una motrice con convoglio che gira a vuoto su se stesso, rincorrendo all’infinito l’ultimo vagone.

IL CONSIGLIO. Oltre agli slogan non farebbe male qualche sana proposta da condividere e sviluppare insieme alla cittadinanza.

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