Cucinelli: "Quando ero giovane non avevo una lira e mi divertivo da morire. Poi ho fatto quattro soldi"

Il re del cachemire a Un giorno da pecora: "L'imitazione di Crozza mi ha fatto piacere, pensavo mi vedesse peggio. Se tifo Inter o Juve? Determinante chi le allena, non mi piacciono le persone arroganti"

Brunello Cucinelli si è raccontato negli studi di Rai Radio1 a Un Giorno da Pecora, ospite della trasmissione condotta da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. Il re del cachemire ha parlato del suo rapporto con la fede, spiegando di aver pensato di fare il monaco (ma solo part time) di come intende il profitto nella sua azienda, dei rapporti coi sindacati ma anche di cose più leggere, come il tuo tifo calcistico e l'imitazione che gli ha dedicato Maurizio Crozza.

La chiamano 'imprenditore umanista'. Si ritrova in questa definizione? “Ho sempre cercato di fare il giusto profitto con la mia impresa, in modo etico, dignitoso e morale. Il profitto dovrebbe essere equilibrato al dono: mio nonno dava la prima balla di grano alla comunità, il resto erano per noi”.

Questo discorso vale anche per gli stipendi dei suoi top manager? “Credo che lo stipendio mio, piuttosto che dei top manager, non dovrebbe esser superiore a 8 o 9 volte quello medio”. Che tipo di rapporto ha coi sindacati un imprenditore illuminato come lei? “Non ho preclusioni di nessun genere, dico solo che tutti dobbiamo essere contemporanei”.

E i sindacati non lo sono? “Non lo so. L'età media dei nostri dipendenti è dI 37 anni: per convincere le persone a questa età devi avere una terminologia moderna, questo sì”. Per Forbes lei è il 24esimo uomo più ricco d'Italia. “Si, sì - ha detto Cucinelli a Rai Radio1 - è una cosa molto carina”. Le piacerebbe essere il più ricco? “No. Quando ero giovane non avevo una lira, vivevo in campagna, sorridevo alla vita e mi divertivo da morire. Poi ho fatto quattro soldi, va bene”.

Chi raggiunge i suoi livelli di ricchezza riesce a restare coi piedi per terra? “Non è facile. Quando ho iniziato a guadagnare un po' di soldi, dicevo sempre al mio Creato: aiutami a rimanere me stesso. Però da grande, e da ricco, posso dire che con i soldi non trovi la tranquillità dell'anima, che si trova solo guardando il cielo, il creato”. E lei, una domenica, ha deciso che l'anima era immortale. “Si, è vero. Sono arrivato a 60 anni dopo aver discusso per 40 col Creato”.

Lei 'parla' col Creato? “Si – ha spiegato Cucinelli a Un Giorno da Pecora - almeno tre ore al giorno. Il Creato mi affascina”. E un giorno ha deciso che l'anima fosse immortale. “L'anima è immortale, motivo per cui io credo di essere un custode pro tempore e voglio lavorare per custodire l'umanità, sia pure una piccolissima parte”.

E' vero che voleva fare il sacerdote? “No, per me la cosa ottimale sarebbe stato fare il monaco, il monaco a part time”. Il monaco part time? “Si, perché ogni essere umano dovrebbe dedicare, se può, tre ore al giorno all'anima”. Tornando ad argomenti più 'terreni', si dice che lei sia sempre indeciso se esser tifoso del Inter o della Juve. “Certo, come tifo alterno. Perché per me è determinante chi l'allena. A me non piacciono mai le persone troppo arroganti, specialmente quando vinci”. Brunello Cucinelli è diventato una delle imitazioni più divertenti di Maurizio Crozza. “La cosa mi ha fatto piacere, l'imitazioni mi piace molto, la satira mi piace, dai tempi dell'antica Grecia. Diciamo che fino a qualche giorno prima ero un po' in tensione. Devo dire che pensavo mi vedesse in modo leggermente peggiore”.

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