“I sette peccati capitali dell’economia italiana” spiegati da Carlo Cottarelli: grande successo a Perugia

… E Perugia si prese una cotta per Cottarelli, prova ne sia la sala stipata all’inverosimile

Cottarelli a Giò Jazz

… E Perugia si prese una cotta per Cottarelli. Prova ne sia la sala stipata all’inverosimile da un pubblico trasversale alle qualifiche e alle professioni. Evento perfettamente organizzato da Adriana Galgano che, all’arrivo del “commissario”, fa – in sede riservata – una completa e rapidissima presentazione della squadra della neonata BLU (Bella Libera Umbria), compagine di valore e, soprattutto, proveniente dalla società civile.

Cottarelli è a Perugia per la presentazione del suo “I sette peccati capitali dell’economia italiana”, uscito da Feltrinelli. In cui spiega, con dovizia di esempi e qualità di proposte, quali siano i peggiori difetti della politica e delle scelte del Bel Paese. Le mancanze più pesanti che bloccano l’economia sono: l'evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, l'incapacità di stare nell'euro, il divario tra Nord e Sud. Fino a oggi, l'evasione è sempre stata sottovalutata.

Quale il peccato peggiore?

Certamente la burocrazia che comporta problemi di spesa e di esasperante lentezza. Ridurla può comportare non solo risparmi consistenti, ma anche benefici in termini di efficienza.

Quale il contributo che avrebbe potuto portare al Paese un governo da Lei presieduto?

“Un governo senza la fiducia del parlamento avrebbe adempiuto al compito di portare il Paese ad elezioni”

Quale il suo giudizio sui primi atti di questo governo?

“Il contratto di governo costerà 50 miliari di ulteriori spese e tagli alle imposte per 70. Per un totale di 120 miliardi. Dove trovarli?”.

Quali prospettive intravede?

Intanto, si sa che le scelte effettive verranno fatte a settembre. Sarebbe stato opportuno conoscere da subito la definizione degli obiettivi di finanza pubblica”.

Cosa pensa del taglio dei vitalizi?

“È necessario. Si tratta infatti di abolire non diritti, ma privilegi. Niente contro le persone che ne fruiscono, ma l’obiettivo è ampiamente condivisibile”.

Insomma, i tagli sono necessari in diversi settori?

“No ai tagli lineari, altrimenti si rischia di penalizzare regioni e settori virtuosi che già hanno dato”.

Cosa pensa della necessità di limitare la circolazione del contante?

“Può essere un modo per tenere sotto controllo l’evasione diffusa”.

Quale dei sette vizi capitale ritiene il peggiore?

“Non sono un esperto, ma penso che veramente deprecabile sia l’accidia” (ossia il “non far niente, l’indolenza, l’indifferenza”, ndr).

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