Coronavirus, cinque giovani professionisti regalano il servizio video-foto alle coppie che non rinunciano a sposarsi

La società “Jstudios” esempio di generosità e sensibilità nel tempo del Covid-19

Cinque giovani professionisti regalano il servizio fotografico alle coppie che hanno deciso di sposarsi ugualmente in questo periodo di emergenza sanitaria.

La società “Jstudios”, una realtà produttiva umbra di ispirazione cristiana operante da oltre un decennio nel settore dello storytelling matrimoniale, è costituita da Luca Anticaglia, Errico Piselli, Andrea Fumanti, Maria Sargenti e Arianna Ghiandoni, cinque giovani perugini di età compresa tra i 25 e i 35 anni, che hanno deciso di lanciare "una proposta di vera solidarietà – annuncia Luca, portavoce della società – Offriamo gratuitamente per tutta la durata dell’emergenza sanitaria i nostri servizi video/fotografici alla celebrazione di tutte quelle giovani coppie che intendono comunque sposarsi durante la pandemia, per poi festeggiare successivamente con familiari, parenti e amici il giorno sognato da una vita".

Il matrimonio è un progetto, ma anche un sogno che il Coronavirus ha costretto molte coppie a mettere da parte, a rinviare. "È un desiderio profondo che la coppia vede ora sgretolarsi davanti ai propri occhi a causa di una situazione totalmente inaspettata, quasi apocalittica, come è questa pandemia che solo in Italia ha provocato finora oltre 30mila decessi anche tra i giovani" ricorda Luca Anticaglia. I componenti della “Jstudios”, quindi, si sono chiesti se potevano essere utili in qualche modo alle coppie e cosa fare. Così è nata l'idea del lavoro-servizio gratuito a quanti decidono di confermare la data prefissata delle nozze. "Scegliere di sposarsi è un passo importante – dice Luca – e mantenere la propria scelta in questo periodo difficile è un gesto stupendo che merita tutta la nostra vicinanza e l'aiuto che possiamo dare".

La “Jstudios” è famosa per l’assoluta discrezione e il rispetto rigoroso della celebrazione del matrimonio e

per il 'same day edit', un video emozionale di pochi minuti, che viene pubblicato nei social il giorno dopo del matrimonio, un “condensato di emozioni” che parte proprio dalla celebrazione per raccontare tutto quello che c’è dietro ad una scelta non più al passo con i tempi moderni, come quella di sposarsi e di farlo addirittura in chiesa.

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"E’ un’iniziativa che è in linea con quanto insegna la Dottrina sociale della Chiesa: mettere l’uomo al centro del lavoro e del sistema produttivo - commenta il diacono Carlo Cerati, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociale e il lavoro di Perugia-Città della Pieve - Ed è un esempio da imitare".

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