Inviato cittadino - Quei contenitori per l'umido emanano un odore insopportabile, ma pulirli non è possibile

“I contenitori dell’umido, a causa del percolato che sfora dalle buste (notoriamente biodegradabili e fragili), emanano cattivo odore, specie nella stagione calda"

Quei contenitori dell’umido, insopportabilmente puzzolenti, non c’è modo di pulirli, se non attraverso l’intervento della Gesenu. Questa l’opinione diffusa fra gli amministratori di condominio che si trovano a dover constatare come quella pulizia non debba e non possa toccare ad altri che a Gesenu.

Spiegano: “I contenitori dell’umido, a causa del percolato che sfora dalle buste (notoriamente biodegradabili e fragili), emanano cattivo odore, specie nella stagione calda, quando i residui biologici fermentano”. Ma, si obietta: “Quando avete firmato il protocollo non  ci avevate pensato?”. Evidentemente, no! Ma cosa prevede il protocollo? Semplicemente che la pulizia dei recipienti, individuali e condominiali, spetti agli utenti che li hanno in comodato.

Ma pulirli non è possibile. E spiegano perché. “Mentre il secchiello privato uno se lo riporta in casa e lo lava, prima di rimetterlo sotto al lavello, la cosa è diversa per quelli condominiali. Prima di tutto sono ingombranti, non li si può portare in casa né pulire adeguatamente”. Qual è l’ostacolo? Si potrebbe assegnare il compito all’impresa di pulizie che serve il condominio.

Impossibile. Perché? “Perché è difficile che quel contenitore lo si possa trovare vuoto. Occorrerebbe prevedere che l’impresa di pulizie stia lì ad aspettare il giorno e l’ora esatta in cui Gesenu viene a ritirare l’umido, svuotando il recipiente: impossibile!”. E allora che si fa?

Se Gesenu non pulisce e non disinfetta, quel cattivo odore ammorba e finiremo con l’avere una città apparentemente pulita, ma in realtà puzzolente. Proprio come una persona che va in giro elegante, senza essersi cambiata l’intimo. “A parte che, anche sulla “bellezza”, ci sarebbe da obiettare”, osserva un amministratore che stigmatizza l’orrore di quelle file di bidoni, facendo eco alle osservazioni del consigliere comunale Camicia.

La soluzione è a portata di mano: basta dotare il contenitore dell’umido di una busta resistente: così l’addetto sfilerebbe la busta e lascerebbe il contenitore pulito. Problema risolto, dunque. Pare che a Corciano lo facciano. Ma sembra che la proposta sia destinata a non passare, causa l’incremento dei costi a carico di Gesenu. “Ma cosa vogliono?”, sbotta un utente. Che ironizza: “Dopo gli aumenti della Tari, le seccature, lo sforzo che i cittadini compiono per adeguarsi alle nuove modalità di raccolta, si aspettano che i rifiuti… li portiamo direttamente in discarica?”.

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Ma è pensabile che il Comune, azionista importante della Società, lasci degradare così la città, che sta diventando sempre più puzzolente? In fondo, la spesa per l’acquisto di buste adeguate è più importante del decoro olfattivo e della dignità storica di una città che aspiri ad essere definita minimamente “civile”?

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