Personaggi storici: ecco chi era il Conte Zeffirino Faina, grande e rivoluzionario perugino

Conte Zeffirino Faina, grande perugino cui è intestato il viale delle ex case operaie: chi era costui? Ce lo racconta Rita Rossetti in una informatissima biografia

Conte Zeffirino Faina, grande perugino cui è intestato il viale delle ex case operaie: chi era costui? Ce lo racconta Rita Rossetti in una informatissima biografia, uscita nella collana della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (progetto grafico Studio Fabbri, foto di Sandro Bellu).

Il presidente Giampiero Bianconi rileva che il volume consente di tracciare un completo ritratto del personaggio e del ruolo politico-civile, svolto in una fase convulsa della vita perugina. Oltre ad aprire finestre sulla sua attività di imprenditore. Faina, dunque, come possidente agrario, industriale precursore di moderne tecnologie, politico che attraversa la fase delle lotte risorgimentali fino all’Unità e alla prima guerra mondiale.

Zeffirino Faina, in rottura generazionale col padre, fu attivo presso i circoli liberali che si riunivano a Porta Sole, nel palazzo oggi sede della Biblioteca Augusta, presso il  salotto della principessa Maria Bonaparte Valentini: la Napoleona, cugina di Napoleone III e animata da idee libertarie. Il nobiluomo dovette anche fuggire dopo il fallimento del 20 giugno 1859.

Fu  tra i fondatori della Provincia di Perugia, il cui Consiglio si riunì il 18 marzo 1861, all’indomani della proclamazione della nascita del Regno d’Italia. La vivacità intellettuale dell’uomo – ricorda il prefatore Vittorio De Cesaris – è confermata dall’accesso alle carte private, leggendo i documenti che lo collegano alla poetessa Vittoria Aganoor Pompilj e alla scrittrice Louise Colet.

Dunque, un protagonista assoluto della storia economica, sociale e politica dell’Umbria, nel cui Consiglio provinciale restò fino al 1892. Fu deputato, senatore, parlamentare attivissimo, come risulta dagli Atti parlamentari. Già nel 1851 fu nominato Accademico d’Onore dell’Accademia di Belle Arti di Perugia. Dunque, le grandi scansioni: Prima  guerra d’indipendenza, XX giugno, esiliato e condannato a morte, industriale della prima filanda in città, precursore delle tecniche vitivinicole a Collelungo di San  Venanzo.

Si occupò di brefotrofi e di infanzia abbandonata, degli ospizi di mendicità, dell’istruzione di donne e bambini, della tramvia Chiusi-Tuoro, della ferrovia Avezzano-Livorno. Ipotizzò il prosciugamento del Lago Trasimeno e s’impegnò nella bonifica di terreni paludosi. Un libro che va letto da tutti i perugini. E magari anche dai numerosi studenti che oggi fruiscono delle camere dell’Adisu nel viale che interseca via Innamorati per raggiungere il Cassero. Viale ombreggiato da tigli e che ne ricorda il nome.

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