Tutti cristiani, tutti candidati, tutti a caccia dell'accreditamento ma la Chiesa umbra soffre: calo presenze alla messa

I dati e le criticità sono emersi direttamente nell'assemblea regionale ecclesiale. La lucida analisi del Vescovo Sorrentino che parla poco di politica, ma rilancia la spiritualità, i valori cristiani che hanno plasmato la cultura popolare umbra

Non c'è solo la crisi della politica. Una crisi determinata dalla sfiducia e dall'allontanamento dai circoli, sezioni e club. Senza parlare poi del fenomeno della fuga dal voto. C'è una crisi forte anche in un altro mondo, punto di riferimento per famiglie, cittadini e lavoratori: la Chiesa Umbra. L'ultima assemblea ecclesiale regionale ha messo in luce dati allarmanti che contrastano con la corsa all'accreditarsi - candidati e mondo economico - nelle sacrestie e uffici di porporati. Una corsa anche a chi può dirsi o non dirsi veramente cattolico. Ma le chiese sono sempre più vuote, negli ultimi anni. Anche l'otto per mille registra un calo. I seminari chiudono, le vocazioni sono poche. Segnali? 

Scrivono dall'assemblea: "Non mancano criticità come la crisi delle vocazioni a la diminuzione dei fedeli alla messa domenicale ed in generale alle attività parrocchiali collegate: va a messa una volta alla settimana meno del 20% dei battezzati". I critici parlano di un cattolicesimo umbro che assomiglia sempre di più ad un fare sindacato, ad un laboratorio politico, piuttosto che ad una luce che infonde speranza, sicurezze, spiritualità, le nostre radici. Una crisi che, più di qualsiasi altro alto religioso, è stata tratteggiata dal vescovo Domenico Sorrentino, reggente della diOcesi di Assisi-Gualdo-Nocera. 

"Dov’è il cristianesimo - ha sottolineato il presule – che ha plasmato le nostre terre? Dov’è Francesco? Dov’è Benedetto? Dove il cristianesimo che ancora tanti vengono ad onorare riversandosi da tutti il mondo sui passi dei nostri eroi, che ancora parlano al mondo. Il cristianesimo che ha fatto la storia delle nostre terre, diventa sempre più vago e marginale, sotto i colpi di processi culturali e sociali che svuotano le nostre case di famiglia, di vita e di fede, rendendo la nostra cultura, pur erede del messaggio evangelico, che di esso conserva certo alcuni valori fondamentali quelli che hanno plasmato la nostra società diventando persino cultura politica, ma che sempre più stentatamente onora proprio il cuore pulsante dell’annuncio evangelico: Gesù, nella sua verità di “pienezza divina”, come la Lettera ai Colossesi lo presenta poco dopo in un potente inno, analogo a quello che la liturgia ci ha appena messo in bocca nella Lettera gemella agli Efesini. È su questa verità, verità di Cristo, che il cristianesimo si distingue, sta in piedi o cade". 

Le battaglie che, come si legge nelle parole del vescovo Sorrentino, non sono solo quelle sociali: ma sono anche quelli sui valori che sono fondanti della religione. Famiglia, vita, fede che abbraccia il "mistero della fede", le radici cristiane. Senza ovviamente dimenticare gli ultimi, senza dimenticare chi sta male e il lavoro. ma "i fedeli chiedono di avere i piedi ben piantati in terra, ma con lo sguardo anche verso il cielo". Insomma la Chiesa umbra, come dice Sorrentino, ora deve decidere  che strada prendere: o per stare in piedi o cadere.  

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