Tutti insieme appassionatamente, l'acropoli si anima con l'evento “Diversamente Creativi"

Fra corso Vannucci, piazza IV Novembre e l’atrio del Palazzo dei Priori si è dipanato un evento a forte carica sociale e umana

Tutti insieme, appassionatamente, per essere più uguali. O, almeno, perché la disabilità non l’abbia vinta sulla voglia di stare solidalmente vicini a chi è meno fortunato. Si chiama “Diversamente Creativi”, la manifestazione giunta alla sua dodicesima edizione: dodici anni vissuti alla ricerca di soluzioni. O, quanto meno, finalizzati alla presa di coscienza di problemi che sembrano individuali, ma riguardano una società, come diceva Capitini, “più liberata e fraterna”.

Fra corso Vannucci, piazza IV Novembre e l’atrio del Palazzo dei Priori si è dipanato un evento a forte carica sociale e umana. Capofila dell’organizzazione, gli Assessorati ai Servizi Sociali, Edilizia Pubblica, Famiglia, Pari Opportunità del Comune di Perugia, in collaborazione con Consorzio Auriga, insieme ad altre associazioni, onlus e cooperative che si occupano di disabilità. Patrocinio della Regione Umbria. Questi importanti soggetti coinvolti  rispondono al nome di Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza e Osservatorio Regionale Umbro sulla condizione delle Persone con Disabilità. Ma sono stati della partita anche  la Usl Umbria 1, l’Ufficio Scolastico Regionale e ARPA Umbria.

L’acropoli stamane, tra pioggerella e squarci di sereno, si è tinta – sulle scalette del duomo e davanti al vescovado –   dei  colori degli aquiloni.C’erano tanti ragazzi, appartenenti a istituti scolastici, centri diurni, centri socio riabilitativi educativi ed associazioni di volontariato. Stand che documentavano le attività e giochi, fra trucco, musica, sport.

Tra le Logge della cattedrale e la Fontana Maggiore si sono visti ragazzi salire su un paio di cavalli che percorrevano in giro la piazza. Nell’atrio del palazzo del Comune, cori, karaoke, giochi e mature amenità. E poi, tavole rotonde, discussioni, gente in carrozzina che sorrideva. Una volta tanto, chi soffre l’emarginazione ha capito di non essere solo. Più uguali fra diversi. Questo il senso di una finalità accettata e condivisa da tanti. Perché insieme si può essere più forti.

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