Celebrazioni del Santo patrono, consegnate ai giovani laureati le lampade di Ercolano

Fedeltà ai doveri come esempio di santità laica… e don Paolo consegna a 14 laureati la lampada di Ercolano. Nella Cappella universitaria vanvitelliana di Palazzo Murena,cerimonia di grande intensità

Fedeltà ai doveri come esempio di santità laica… e don Paolo consegna a 14 laureati la lampada di Ercolano. Nella Cappella universitaria vanvitelliana di Palazzo Murena, una cerimonia di grande intensità e ampiamente partecipata da studenti e professori dello Studium perusinum. Tra essi abbiamo notato lo scienziato e storico Franco Cotana, credente convinto e in predicato per la carica di Rettore. Che ricoprirebbe – è un’affermazione di cui mi assumo piena responsabilità – con competenza e onore.

Consueta liturgia in nome e memoria del defensor civitatis, con significative novità. Il vescovo ausiliare, monsignor Paolo Giulietti, celebra una liturgia in cui le letture sono quelle che fanno riferimento al buon pastore. Il pastore vero – diversamente dal mercenario che, davanti al lupo, sceglie la fuga – rimane al proprio posto per ottemperare ai propri doveri e difendere il suo gregge. Così come Ercolano è rimasto, al prezzo della vita, a presidio della comunità a lui affidata.

Parole che richiamano il concetto di Papa Francesco quando ha dichiarato che per la santità non occorrono opere straordinarie: basta l’adempimento ai doveri del proprio stato. “Santo è chi non si sottrae, come Ercolano, rimasto al suo posto”. Un’omelia memorabile nella sua profonda semplicità. E don Paolo – si sa – è capace di mirare dritto, con la sua pastorale parola, al cuore della gente.

“Doveri”, una parola un po’ demodé, eppure straordinariamente attuale: fare il proprio dovere “anche quando non conviene, per senso di responsabilità”. È un incoraggiamento a compiere il dovere “perché la collettività si regge proprio su queste persone… e siete voi, futuri professionisti, la linfa che deve alimentare la società del futuro”. Il discorso è rivolto ai 14 neo laureati (7 maschi e altrettante femmine) i quali, schierati in fila davanti all’altare, ricevono commossi, dalle mani di don Paolo, la fiaccola di Ercolano.

“È una fiaccola che dovete accendere nei momenti di debolezza o di crisi, perché vi fornisca alimento ad un agire improntato a principii di responsabile socialità. Una fiaccola da non tenere nascosta, ma da mostrare con orgogliosa consapevolezza”. Il coro dei ragazzi, l’organo, le letture sentite, una Cappella Vanvitelliana stipata come non si vedeva più da tempo.

La Pastorale Universitaria di don Riccardo Pascolini prende i giri. Si ispira all’insegnamento di don Elio, coinvolge ed emoziona. “L’anno prossimo – dice don Riccardo all’Inviato Cittadino – offriremo lampade che portano anche l’immagine di Ercolano. Che ne dici?”. Quale modo migliore per celebrare il coraggio di vivere e di assumersi responsabilità?

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