Cancro, la scoperta dei ricercatori dell'Università degli Studi di Perugia

Individuato dal gruppo di ricerca perugino Myolab un potenziale biomarker e bersaglio terapeutico nella cachessia indotta da cancro, i risultati pubblicati sul Journal of Cachexia Sarcopenia and Muscle

La scoperta dei ricercatori perugini. Il gruppo di ricerca del professor Guglielmo Sorci, Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università degli Studi di Perugia, in collaborazione con la professoressa Luigina Romani dello stesso Dipartimento, e il professor Dario Coletti (Università Sapienza di Roma e Sorbona di Parigi) hanno pubblicato una ricerca sulla prestigiosa rivista scientifica Journal of Cachexia Sarcopenia and Muscle descrivendo per la prima volta il ruolo cruciale del recettore RAGE (recettore per i prodotti finali di glicazione avanzata) nella cachessia indotta da cancro.

La cachessia, come si legge nell’articolo, è una sindrome che colpisce più del 50% dei pazienti con cancro avanzato, ed è caratterizzata da consistente atrofia muscolare che porta a perdita di peso e ridotta forza, aumento di possibilità di cadute e fratture, perdita dell’autosufficienza e ridotta risposta alle terapie chemioterapiche. Nonostante la cachessia sia responsabile di circa il 20% delle morti associate a cancro, essa rimane ancora un processo poco conosciuto e privo di una terapia specifica.

Il gruppo del professor Sorci ha dimostrato che l’attività di RAGE, stimolato dai suoi ligandi (le proteine S100B e HMGB1), sostiene tutti gli aspetti della cachessia da cancro, compresa l’infiammazione sistemica. Inoltre, l’assenza di RAGE in animali portatori di cancro si traduce in una protezione nei confronti della perdita di massa e forza muscolare, in una ridotta progressione tumorale, e in una aumentata sopravvivenza.

I dati ottenuti suggeriscono che il recettore RAGE può rappresentare un promettente bersaglio molecolare in terapie volte a prevenire o ridurre la sindrome cachettica, oltre che rappresentare un biomarker per monitorare l’insorgenza e lo stadio della stessa.

La ricerca, che ha visto in prima linea la professoressa Francesca Riuzzi e la giovane ricercatrice Sara Chiappalupi, è frutto di un ampio progetto finanziato da AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro).  Il gruppo Myolab comprende anche le dottoresse Aleksandra Vukasinovic, Laura Salvadori e Roberta Sagheddu, e il professor Rosario Donato, precedente coordinatore scientifico della Sezione di Anatomia.

Un interessante aspetto del lavoro pubblicato è che gran parte dei ricercatori che vi hanno contribuito sono membri dell’Istituto Interuniversitario di Miologia (IIM), un’associazione che riunisce esperti a livello internazionale nel campo della Miologia e che ha stabilito recentemente la propria sede a Perugia; un ulteriore motivo di orgoglio per il gruppo perugino.

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