Dietro le quinte - Avvocati al voto tra mal di pancia e l'incognita sul secondo mandato

Il 10 gennaio scadono i termini per presentare le candidature. Si vota il 24 e il 25. Il presidente Calvieri è dimissionario

Avvocati al voto tra nuove norme e vecchie dinamiche politiche. Il 24 e 25 gennaio gli avvocati del foro di Perugia sono chiamati a rinnovare il consiglio dell’Ordine, eleggendo 21 consiglieri, i quali a loro volta nomineranno il nuovo presidente. Si vota dalle 9 alle 16 e il 10 gennaio scadono i termini per la presentazione delle candidature, rigorosamente individuali (quindi niente liste, al meno sulla carta). Possono votare tutti gli avvocati in regola con gli adempimenti burocratici e fiscali e che esercitano la professione.

A Perugia si arriva al voto nel pieno di una burrasca scatenata dalla recente tornata elettorale per eleggere il delegato al Consiglio nazionale forense. L’uscente Carlo Orlando, già presidente degli avvocati perugini, è stato rieletto, ma ha dovuto superare l’inattesa candidatura dell’attuale presidente dell’Ordine, Gianluca Calvieri. Nell’ambiente si è parlato di candidatura inopportuna e di riunioni carbonare, di intrighi e manovre, ma alla fine quello che conta è il responso delle urne, dalle quali è uscito vittorioso l’avvocato Orlando.

L’avvocato Calvieri ha lasciato, con non qualche polemica e con pesanti strascichi dovuti a due lettere pubblicate nel sito dell’Ordine, la presidenza dell’Ordine (nella quale è stato impegnato per almeno tre lustri) facendo capire che non aveva gradito il voltafaccia di alcuni consiglieri storici e sui quali contava molto. Con tanto di plauso al comportamento corretto di due consiglieri che sin dalle scorse elezioni erano in antitesi al presidente Calvieri.

L’Ordine perugino, qualcosa come tremila avvocati iscritti e diverse centinaia di praticanti, è al momento senza guida, se non quella del consiglio, vice presidente e consiglieri in testa, e si appresta al rinnovo con una pesante incognita: la sentenza della Cassazione a Sezioni unite che ha stabilità incandidabilità dei consiglieri con due mandati alle spalle. Una norma che impedirà alla stragrande maggioranza dei consiglieri di presentarsi, anche se qualcuno sta ipotizzando la maniera legale di aggirare la norma. Non facilita le cose la candidatura individuale, anche se le liste a contrapporsi saranno almeno due, espressione in continuità con la presidenza Calvieri (nonostante la lettera di fuoco con cui annunciava le dimissioni?) e un’altra con alcuni consiglieri che non hanno il doppio mandato alle spalle.

Quindi tanti volti nuovi, qualche mugugno e una campagna elettorale che riserverà sorprese e aneddoti. A partire da qualche avvocato che sperava di salire sulla poltrona di presidente, ma si trova costretto a rinunciare perché già eletto per due volte consecutive allo scranno di consigliere.

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