Assisi, presentato il progetto per il recupero dell'Episcopio

Concluso il concorso di idee per la riqualificazione dell'edificio, il vescovo Sorrentino: "Il mio sogno è che questa perla possa essere riconsegnata alla città, alla storia, alla sua spiritualità"

C'è il progetto per il recupero dell'Episcopio di Assisi. L’architetto Giulia Barabani, capogruppo di un team di professionisti composto da Elisa Brunelli, architetto e Federica Rossi, ingegnere è il primo classificato del concorso di idee “Alla riscoperta dell’antico Episcopio”, bandito dalla diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. In particolare il concorso prevede la riapertura dell’antica porta, lo svuotamento del cortile e l’individuazione del piano di calpestio all’epoca del Poverello di Assisi. 

La premiazione dei primi tre classificati è avvenuta durante la conferenza stampa che si è tenuta sabato 2 febbraio nel palazzo vescovile di Assisi.

Il secondo classificato è l’architetto Gian Maria Angelini di Perugia che vince un premio di partecipazione di 3.000,00 euro. Il terzo classificato è l’architetto Gianluigi Caldarelli di Gubbio che ha presentato il progetto insieme all’architetto Stefano Menichetti, a cui vanno 2.000,00 euro.

Nel corso della premiazione, il vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, ha ringraziato i partecipanti al concorso di idee sottolineando che “il Santuario della Spogliazione è sempre più frequentato e si è arricchito di elementi che stanno dentro il concetto di spogliazione. Questa realtà santuariale – ha aggiunto - è impregnata del cammino di Francesco. Il mio sogno è che la grande perla di Assisi possa essere riconsegnata alla città, alla storia, alla spiritualità di Assisi. Qui dentro – ha aggiunto il vescovo – hanno vibrato la passione e la conversione di Francesco, ma anche le passioni della città. Qui c’è l’Assisi totale, quella che viveva prima e che continua a vivere, che trova in questo luogo il suo luogo proprio. Qui trova se stessa. Credo che sia la riconsegna alla città di un luogo cardine della sua storia”.

L’architetto Giulia Barabani, l’architetto Elisa Brunelli e l’ingegnere Federica Rossi, hanno quindi illustrato l’idea progettuale alla quale hanno collaborato 16 professionisti (tra architetti, paesaggisti, storici, esperti della comunicazione, ingegneri).

Al team di professionisti che ha ottenuto l’incarico andrà la progettazione dell’intervento di recupero del palazzo vescovile così come era al tempo di San Francesco secondo le ultime notizie storiche rinvenute recentemente dal professor Francesco Santucci. Il concorso, al quale hanno partecipato otto studi professionali del territorio regionale, era rivolto a giovani professionisti, architetti e/o ingegneri, under 45 (il partecipante più giovane ha solo 26 anni), in linea con la volontà della diocesi di dare spazio ai giovani. La Commissione giudicatrice, composta da tre architetti di cui uno umbro Roberto Santarelli e due del nord Italia, Igor Violino di Cuneo e Massimiliano Valdinoci di Verona, ha valutato interessante la proposta ideativa del team capitanato dall’architetto Barabani, che prevede, come stabilito nel bando che “l’Episcopio dovrà mantenere la sua attuale connotazione di abitazione del Vescovo e sede della curia diocesana, ma questa dovrà integrarsi con la creazione di un percorso culturale che conduca il visitatore alla riscoperta dell’antico Episcopio. Le attività di routine degli uffici dovranno essere intersecate con le visite di turisti e con eventi che potranno svolgersi all’interno dell’Episcopio collegati concettualmente alla Spogliazione di Francesco. Infine, come già anticipato, alcuni locali dell’episcopio sono recentemente stati adibiti a sede del museo della memoria, con la necessità di integrare anche questa attività con le altre citate in precedenza”.

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