Il giornalista Antonio Polito si confessa alla Stranieri, e tesse lodi all'imprenditore umbro Cucinelli

Antonio Polito si confessa ed elogia convintamente Brunello Cucinelli. L’occasione è fornita dalla presentazione dell’ultimo libro del vicedirettore del Corriere della Sera, ex politico e politologo di vaglia

Antonio Polito, alla Stranieri, si confessa ed elogia convintamente Brunello Cucinelli. L’occasione è fornita dalla presentazione dell’ultimo libro del vicedirettore del Corriere della Sera, ex politico e politologo di vaglia. “Intellettuale di garbato equilibrio”, lo definisce la rettrice Grego Bolli e “attento osservatore del nostro tempo”. Coordina e intervista l’autore la brava Noemi Campanella, anchor woman televisiva.

“Prove tecniche di resurrezione. Come riprendersi la propria vita”, s’intitola il volume. Ma risorgere da cosa? “Da se stessi, riprendendosi la propria vita, rendendosi padrone del proprio tempo”, risponde Polito. Il quale racconta la genesi della sua opera: “Un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a dover fare i conti con un ‘altro’ te stesso del quale occorre prendere coscienza, riparametrando scelte di vita”. Anche la giovane Campanella confessa di aver trovato nel libro spunti di autocoscienza e riflessione.

“Si può reagire alla Berlusconi – dice Polito – ringiovanendo e tornando ‘più nero’ ogni anno che passa. Oppure prendere atto di ciò che è diverso senza inseguire il sé che è ormai evaporato”. Poi l’osservazione generale: “Anche l’Italia ha qualche problema di invecchiamento, non solo anagrafico. Anche le idee invecchiano, deperiscono o, quanto meno, non sono più coerenti col  mutato contesto storico, sociale, civile e antropologico. E sciorina esempi come il concetto di “uguaglianza” o, peggio ancora, quello di “fratellanza”, che non hanno perso valore in sé, ma nella considerazione generale e nella communis opinio.

Una battuta sulla crisi del Pd e qualche momento di alleggerimento con un paio di studenti che leggono l’incipit e un passo significativo dell’opera. Poi la citazione del nostro Cucinelli, a proposito del “mollare i figli”, operazione complessa in cui s’intrecciano pulsioni affettive e considerazioni di buon senso (evitare, insomma, il “bamboccionismo”).

“Bene ha fatto Cucinelli, attento e lungimirante, a creare il trust irrevocabile: formula che consentirà alle figlie di operare in azienda, senza però deciderne unilateralmente le sorti”.

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